venerdì 24 dicembre 2010

La peggior vigilia

QUI NON HO IL DIRITTO
DI NON ESSERE FELICE,
DI NON SENTIRMI VIVO
NELLA MEDIOCRITA'
CHE MI PROPINI

[Afterhours]


Una merda. Evviva, ed è la vigilia di Natale. Con mia madre non posso proprio vivere, lo stesso tetto è una disgrazia, mio padre cerca di mediare ma come fa da solo povero cristo. Mia sorella si comporta da ruffiana stronza perché così la mia polemicità, la mia sgarbatezza, il mio essere diretta e decisa risalta di fianco al comportamento da ameba skifosa che lei invece adotta per arruffianarsi le attenzioni di mammà.
E dire che ho messo pure i doni sotto l'albero, per loro.
E dire che ero contenta di tornare in patria, per qualche giorno.
Per fortuna stasera vado a vedere i miei amici, quelli veri, i pochi rimasti, ci facciamo gli auguri a mezzanotte e poi tutti a casa a dormire perché domani abbiamo il Grande Pranzo. Almeno starò calma per un po', potrò sfogarmi sparando due cazzate bevendo un paio di birre senza pensieri, solo sorrisi e affetto.
Domani non so che farò, ringrazio il cielo che ci sarà mio zio, quello bravo, quello che mi comprende e mi dimostra immenso affetto, e io a lui. Perché non sono la stronza che mia madre vede in me, non sono "quella che porta una tensione pazzesca in famiglia" come mia sorella mi ha detto poco fa, con una cattiveria che non mi sarei mai aspettata. So anche essere dolce, soprattutto dolce; se mi si dà un dito spesso rendo tutto il braccio, tutto il corpo, tutta la mia anima... cercando di lenire le ferite.

Sarà proprio un bel Natale...

Almeno con le calorie oggi va bene: sono a 932, ok berrò un paio di birre stasera, già lo so... però contando che non cucino da sola in 'sti giorni e DEVO mangiare quel che mi si mette nel piatto, seppur in quantità da me rese minime... insomma, va strabene. Domani non le conto, comunque. E' Natale...
Un sereno Natale lo auguro a tutte voi. Grazie di esistere, ragazze. Grazie di esserci, di passare da questo piccolo mondo malato, di commentare. Spero di star ricambiando il meglio possibile, cerco di passare appena posso anche da tutte voi. Nella 'vita reale' non ho amica alcuna con disturbi alimentari, e sapere che voi ci siete mi fa DAVVERO sentire meno sola. Non lo dico così per dire, davvero.
Tantissimi affettuosi auguri,
di cuore

°Bianca°


SONO SANO COSì?
è COSì CHE è ESSERE SANI?
SONO COSì
E IL SOLE SALE SOPRA IL CONTINENTE DEL MALE
SOPRA IL QUALE STO CRESCENDO, MIGLIORANDO
E DOVE FINGO
DI NON ESSERMENE ACCORTO
CHE NON STO VIVENDO
SONO MORTO

[Afterhours]

mercoledì 22 dicembre 2010

Mica Facile

Bene, devo ancora cenare e ho già ingurgitato fino ad ora 763 calorie.
Sono già troppe.
Ma va be'... poi stasera esco con i miei vecchi amici e berrò sicuramente birra a cuor leggero perché starò bene con loro e un pochino quindi anche con me stessa.
[unabirramediachiara40cl136kcalmaioberròsicuramenteladoppiomaltoperchéperlostessoprezzomiubriacomeglioedipiù]
Ma va be'... sapevo che le vacanze sarebbero andate così. Lo sapevo.
Comunque se come limite MaSSiMo tengo le 1200 [cercando comunque sempre di non ingerirne più di 900 al giorno... impresa ardua...] non è malaccio per pochi giorni di festività varie.
[sogiàchenonpotròmaistareentroillimiteprefissatoporcamiseriasKifosa]
Il giorno di Natale sarà una storia a parte, naturalmente, perché ingerirò una quantità tale di cibo e di alcol che mi vedrò costretta a fare uso delle pilloline magiche che agiscono il giorno successivo...
[menomalechehopresounascatolanuovaprimadipartiremisalvasemprelavitaneicasidisperatiehmpiùchesalvarmilavitatranquillizzaunpo'lemieparanoiecomelabirraelamarihuanainsomma]

Mi faccio pena.
Mi faccio schifo, mentre parlo di e penso costantemente a calorie, peso, cibo, quantità, misure, lassativi.
Mi faccio pena, ma credo di non avere altra scelta.
Quel che mi fa più rabbia è proprio l'idea di non avere altra scelta, più il fatto di essere costretta a non mangiare troppo poco in questi giorni perché altrimenti mia madre mi rispedisce dalla psicologa, oppure - ancora peggio - si avvicinerebbe a me con fare cinguettante e delicato ma in modo assolutamente posato, imbellettato, di plastica, e mi chiederebbe con voce a metà tra il suadente e il tipo-prete: "C'è QuaLCoSa cHe NoN vA..?" . . .
Già con lei va malissimo, ci urliamo già contro dopo neanche un giorno di ri-convivenza.
Già mi ha detto che sono dimagrita molto. Dimagrita sì, ma il 'molto' sinceramente non lo vedo.
Già tutti mi dicono che sono dimagrita, e non voglio che pensino che sono ricaduta nella bulimia - cosa che peraltro non sarebbe vera, a parte sporadici episodi che NuLLa hanno a che vedere con il vomitare quattrocento volte al giorno come facevo qualche anno fa.
Devo cercare di mantenere il mio piccolo segreto, e di dimagrire nel contempo.

Mica facile.

martedì 21 dicembre 2010

d.a.

Colazione: [218 kcal]
200g arancia (68)
yogurt magro pesca (50)
1 Ferrero Rocher (50)
un pezzetto di pane alle noci (50)
caffè

Pranzo: [520 kcal]
caffè con panna montata (100)
cioccolatino (50)
pane e formaggio (100)
piselli (90)
cioccolato bianco (150)
mandarancio (30)
caffè

Cena: [157 kcal]
Coca-Cola Zero
tre biscottini (92)
150g mela golden (65)
camomilla

tot. kcal = 895


Bene. Un corno. Mangio quantità abbastanza micro di tutto, il problema è che spilucco in continuazione e il risultato è una somma immensa di microcalorie che compongono una macroschifezza. E poi quel kazzo di cioccolato bianco.
Sigh.
Nel frattempo sono tornata a casa dai miei. Nulla di strano eh! semplicemente una settimana a casa in onore delle vacanze natalizie... che spero non mi faranno sklerare troppo con mia madre (meno la vedo, migliore è il nostro rapporto... a distanza) e, last but not least, spero non mi facciano ingrassare.

lunedì 20 dicembre 2010

d.a.

Colazione: [193 kcal]
200g arancia (68)
yogurt magro pesca (50)
25g pane alle noci (75)
caffè

Pranzo: [419]
100g carota (40)
150g pera (60)
formaggino (42)
25g pane alle noci (75)
salatini (100)
33cl birra chiara (102)

Cena: [370]
pane (200)
crema di zucca (170)

tot. kcal = 982

Il Patto

Sabato mattina ho fatto un patto con il mio ragazzo, in seguito a tragedie depressioni pianti isterici e autolesionismo. O meglio: a lui non piace che sia "un patto", vorrebbe che fosse la mia vita e basta. Insomma comunque questo patto o situazione - da me proposta - ha consistito nel fatto che per tutto il weekend (quindi due giorni) io non ho contato le calorie di quel che ho mangiato, né ho tentato di vomitare né ho ristretto maniacalmente le quantità di cibo ingerito.

Abbiamo passeggiato a lungo al parco coperto dalla neve, bevuto cioccolata calda con panna e girovagato per i mercatini di Natale. Sono riuscita a non sentirmi troppo a disagio in tutto ciò.
Problema: la sottoscritta ai mercatini di Natale non guardava neanche di striscio decorazioni, pantofole in pelo, teiere artigianali, giocattoli in legno. Le uniche cose che m'interessavano e mi facevano luccicare gli occhi con un sorriso amaro di fondo erano i liquorini, il vino caldo zuccherato, il caffè corretto con panna montata, lo zucchero filato. Grazie al cielo non ho messo in bocca tutto quello su cui ho posato gli occhi, altrimenti che disastro. Però sì, ho mangiato e bevuto cose parecchio caloriche.
Ieri sera, nonostante mi sia in fondo goduta questo finesettimana, capendo sempre di più quanto amore esiste tra Me e Lui, mi sono sentita colpevole.
Colpevole di aver mangiato troppo.
Colpevole di aver bevuto alcolicicalorici.
Colpevole di farLo soffrire così tanto ogni volta che mi sento Colpevole.
Uff.

E così ora (ri)eccomi qui, buongiorno e buon inizio settimana, il diario alimentare ha ripreso a funzionare.
Non cambierò fottutamente MAI.

venerdì 17 dicembre 2010

d.a.

Colazione: [180 kcal]
50g mandarancio (30)
yogurt magro fragola (50)
4 biscotti allo zenzero 25g (100)
tè verde

Pranzo: [163 kcal]
200g mela verde (76)
barretta Ovomaltina (87)
caffè

Cena: [566]
100g carota (40)
50g riso basmati (170)
100g cavolini di Bruxelles (36)
100g cavolo bianco (24)
formaggio (50)
pane (50)
zuppa istantanea (66)
2 caramelle alla liquirizia (30)
Ikeachips (100)

tot. kcal = 909

Persino

Persino il mio prof. si è accorto che c'è qualcosa che non va.
Bene.
Bene un cavolo.
Ieri stavamo passeggiando e a un certo punto out of the blue mi fa: "***** ma... stai bene, in questo periodo? Sai, ho pensato che forse devo preoccuparmi del tuo stato psicologico e della tua stabilità emozionale di queste ultime due settimane..."
Carino.
Stamattina mi manda una mail: "*****, non so bene cosa ti stia accadendo in questo periodo, ma ricorda che se tu pensassi che io possa esserti d'aiuto in qualche modo, sono qui per te. Il compito di noi relatori è in fondo quello di assicurarci che i nostri 'pupilli' riescano bene nel loro lavoro!"
Troppo carino. Mi sento quasi a disagio per la quantità di incredibile umanità che quell'uomo mi dimostra, ogni giorno. Roba che devo dire non si vede spesso in ambiente accademico.
Sono fortunata, tanto. Non so di cosa io mi lamenti...
Innanzitutto dovrei ridurre il vomito e l'abnorme impulse-buying di questi ultimi mesi. Faccio shopping costantemente. Non va mica bene... ma d'altra parte questo sembra essere l'unica cosa - assieme al mio ragazzo - che mi offre un appoggio e mi fa stare bene in questi tempi bui.
Siamo rovinati.

giovedì 16 dicembre 2010

Una bella (merda di) giornata

Ottimo... io che detesto la volgarità mi ritrovo in questo periodo ad usare costantemente il linguaggio di uno scaricatore di porto. Con tutto il rispetto per gli scaricatori di porto, sia chiaro: penso che siano per certi versi di gran lunga più raffinati di me.
Bleah.
Mi sono svegliata con la luna storta, il mio ragazzo pure perché non capisce cosa mi stia succedendo. Non provo più alcun piacere nel mangiare, nel sorridere, nel gironzolare senza meta a cuor leggero, nel fare l'amore. Lui pensa di non piacermi più.
E quindi vado a trovarlo al lavoro in pausa pranzo, e giù pianti e tentativi di chiarimenti, e giù mal di testa e di nuovo mi sono incisa il dorso di una mano con le unghie dell'altra, graffiando e grattando fino a sentire un dolore da urlare, fino a vedere il sangue fuoriuscire da quel marasma rosso di graffi e incisioni... La scusa del gatto del mio ragazzo l'avevo già usata in passato, devo ora trovarne un'altra per 'la gente'. Che sbattimento.
Ora comunque con Lui tutto bene, con me stessa la solita merda e mi spiace anche dover ogni volta ripetermi. Ora eccomi qui nel mio ufficio, a fare un cazzo nell'attesa di essere passata a prendere dal professore con cui lavoro per andare a prendere un caffé con una professorona dagli Stati uniti e poi sua conferenza e poi cena con lei e altri accademici già lo so sarà una roba piuttosto formale e mi annoio a morte di sicuro e non ci sarà niente di vegetariano in 'sto kazz di ristorante del Faculty Club perché il menu è sicuramente ultrafighettoecostoso della serie "una pietanza senza carne è roba da pezzenti" e bla bla bla.
Ri-Bleah.
E poi chissà le calorie di quello che mi metteranno nel piatto. Boh. Per ora non voglio angosciarmi, ma a quest'ora della giornata sono già a circa 500 e non è bello. Vedremo che accadrà....

mercoledì 15 dicembre 2010

d.a.

Colazione: [246 kcal]
50g mandarancio (30)
50g cereali Fitness (186)
100ml latte di soia light (30)
caffè

Pranzo: [441 kcal]
200g mela verde (76)
1 cioccolatino (50)
zuppa di pomodoro istantanea (70)
1 cracker Wasa al sesamo (55)
un pezzetto di gorgonzola (40)
un pezzettino di torta salata ricotta e spinaci (150)

Cena: [140 kcal]
mezzo bicchiere di vino bianco (50)
150g cavolini di Bruxelles bolliti (54)
150g cavolo bianco bollito (36)
Pepsi light

tot. kcal = 827


[Scusate la tremenda brevità, sono stata in giro tutto il giorno fino a stasera alle otto, e in più il mio ragazzo mi rompe le palle da mezz'ore chiedendomi cosa stia facendo (non sa di questo blog).
A presto, un bacio a tutte]

Great Big White World


In space the stars are no nearer
Just glitters like a morgue
And I dreamed I was a spaceman
Burned like a moth in a flame
And our world was so fucking gone

I'm not attached to your world
Nothing heals and nothing grows

Because it's a great big white world
And we are drained of our colors
We used to love ourselves,
We used to love one another

All my stitches itch
My prescription's low,
I wish you were queen
Just for today

In a world so white what else could I say?

And hell was so cold
All the vases are so broken
And the roses tear our hands all open
Mother Marry miscarry
But we pray just like insects
And the world is so ugly now

Because it's a great big white world
And we are drained of our colors
We used to love ourselves,
We used to love one another

All my stitches itch
My prescription's low,
I wish you were queen
Just for today

In a world so white what else could I say?

martedì 14 dicembre 2010

d.a.

Colazione: [230 kcal]
50g mandarancio (30)
50g plumcake fatto in casa (200)
caffè sz

Pranzo: [127 kcal]
100g carota (40)
barretta Ovomaltina (87)
Pepsi light

Cena: [422 kcal]
spaghetti con cavolo bianco (200)
cracker Wasa al sesamo con formaggio magro (80)
zuppa istantanea (82)
2 caramelle alla liquirizia (30)
50g mandarancio (30)
tisana

tot. kcal = 879

VAFFANCULO

Sei una rincoglionita.
Cosa ti salta in testa di restare un'intera giornata a casa da sola? Eh? Perché l'hai fatto di nuovo, cretina, perché?
LO SAI cosa succede, poi. LO SAI che spiluccherai cibo tutto il giorno, che vagherai tra salotto cucina e bagno senza sosta, che riuscirai a leggere per mezz'ora di fila non di più, che tornerai al tuo tour salotto-cucina-bagno, e che questo tour si concluderà con spossatezza ed epico mal di testa post-vomito.
LO SAI che non puoi andare avanti ad Oki. Né a lassativi. LO SAI che devi tornare al D.A. preciso calcolabile pulito di prima di questo orrendo weekend lungo. LO SAI.
E ciononostante, ieri sei rimasta a casa lo stesso. Niente ufficio, corso di lingua saltato.
Non ti senti in COLPA?
No.
...

Bene, mi impongo di pubblicare il D.A. a fine giornata, chissà se in tal modo riesco a darmi una regolata.
[èstradifficilecontarelecaloriequandosivomitaperchénonsiriesceadefinirequantol'organismoabbiadavveroassuntoeassorbitoequantoinveceabbiarigettato...odioodioodioprofondoodio]

Insomma, comunque oggi va meglio. Molto meglio. Il peso è sempre fisso a com'era due settimane fa. CHE VERGOGNA.
Intanto questa skifosa apatia continua ad impossessarsi di me, del mio cervello che dovrebbe lavorare a pieno ritmo visto lo shitload di lavoro che mi ritrovo...
ma pazienza.

Come se non bastasse, il 'governo' Ber****oni ha ottenuto la fiducia.
Non ho più parole per niente e per nessuno.
UFFAAAAAAA!!!

lunedì 13 dicembre 2010

D.A. &co.

Forse dovrei iniziare a postare il diario alimentare.
Lo tengo ormai da mesi, ma 'in privato'; sull'agendina apposita scrivo ogni giorno data, peso (sì, mi peso ogni giorno, ogni mattina, mi piace tenermi sotto controllo costantemente), alimenti suddivisi in tre pasti con relative indicazioni di grammi (se serve) e calorie.
Forse dovrei metterlo nero su bianco e di fronte a tutte le persone che eventualmente passeranno di qui.
Forse perché mi servirebbe ad evitare sia le abbuffate e/o vomitate, sia di ingerire più di 900 calorie giornaliere, a causa del senso di vergogna che risulterebbe dal rendere pubblico il minuzioso calcolo di ciò che mangio.
Forse. Ci penserò un po' su...!

Riassumendo

Bene. Riassumiamo il w-end.
Vi ricordate due post fa? "Io sono forte", "io non cedo", "io vado avanti".
Sì, Come No.
Sono una Fottuta Fallita, una bugia, una fregatura.
Comunque, dicevo.
Riassumiamo.

VeNeRdì :: mattina lavoro pomeriggio kazzeggio a zonzo con il mio ragazzo sera mi portano a una festa in un posto con miliardi di persone musica balcanica drinks a costo quasi zero troppa gente che non conosco bevo bevo insicurezza bevo bevo panico non conosco nessuno bevo bevo zero amici solo conoscenti bevo bevo conversazioni di superficie da pochissimo conto bevo bevo mi rompo i coglioni chiamo un taxi perché non ce la posso fare torno salgo a casa la casa è fredda e vuota perché lui non c'è è andato a trovare suo fratello che vive in un'altra città ed è rimasto a dormire lì tutto bene la testa gira l'alcol circola mangio un tozzo di pane per spugnare poi due poi tre poi penso che mangiare di più mi faccia sentire meglio sbagliato cretina sbagliatissimo e

vomito
tutto
of course.

SaBatO :: mattina mi sveglio con un senso di debolezza allucinogeno un mal di testa epico atroce mi trascino sotto la doccia poi in cucina mangio un'arancia bevo tè verde non serve un kazzo a svegliare il mio spirito sonnolento prendo un OKI l'Oki mi salva SeMpRe e CoMuNqUe benedetto sia chi l'ha inventato poi faccio una torta così tanto per in realtà perché domenica saremmo andati a un torte-tè-e-caffè-familiare dai genitori di lui con tutti i suoi fratelli e sorelle insomma una situazione carina devo ammettere mi trovo sempre bene con tutte quelle persone attorno perché non mi conoscono troppo e ciò è bene pomeriggio lui torna a casa e ci dedichiamo a un bel pomeriggio di shopping ah che liberazione mi sento bene con il mio nuovo maglione di lana

dOMeNiCa :: mattina ci svegliamo ci alziamo faccio una specie di colazione con una mela verde mezzo bicchiere di spremuta d'arancia e tè verde perché poi dobbiamo andare dai suoi e già so cosa accadrà infatti C.D.V. ComeVolevasiDimostrare ci sono sette torte dico SETTE sul tavolo portate dagli ospiti noi inclusi e poi tè e caffè a liquori vari io al solito non ce la posso fare devo assaggiarle tutte quelle torte prendo una microfetta di ogni esemplare cazzo sono proprio un fallimento va bene che sono microfette che nemmeno riesco a tagliare però sono comunque sette ah e poi i liquorini vari che fanno salire le calorie ovviamente insomma poi vorrei vomitare perché mi pento ma non posso perché il bagno è troppo vicino a dove siamo e i bambini presenti giocano in corridoio precisamente di fronte alla porta del bagno e adulti vanno e vengono e mica posso farmi sgamare però porkaTroia - sera dobbiamo uscire a cena perché mio padre è passato di qui andiamo al thai prendo il solito non è roba grassissima anzi però cazzo prova a sommare le calorie approssimative di quell'antipasto più main course più vino rosso francese da tredicigradiemmezzo
mi sento una merda
torno a casa lassativi a manetta come se facessero qualcosa

BUONA SETTIMANA A TUTTI è già finitainiziata che è uno sKifo figuriamoci cosa ne sarà nei prossimi giorni.
Sob.

domenica 12 dicembre 2010

Odio il week-end.

Io Odio Il Week-End.
Lo odio.
Scombussola tutti miei piani, mi fa salire allo scoperto, fuori dalla guaina protettiva della routine lunedìvenerdì.
Non riesco a tener conto bene di ciò che mangio, ma non solo. Non so cosa fare, dove andare, il mio ragazzo fuma di più, nei weekend, col risultato che è più apatico. La sociopatia poi ci assale, non me la sento di andare da nessuna parte. Però alla fine ci vado, col risultato che bevo molto e in fretta per tamponare l'insicurezza di trovarsi a una festa con troppe persone. [100mldibirrachiara34caloriemoltiplicateper3sono102cazzocazzocazzo1caipirinha150caloriemasoloselafaccioiosenochissàquantozuccherocipiazzano'stibastardi]
Insomma, una tragedia.
Con le  mie fisse mi rovino tutti i bei momenti, devo ammettere. "Andiamo a mangiare una pizza?" "[KazzoKazzoKazzo]Ehm... sììì perché no? che bella idea!"
Non posso più dire no lo sai che non mi va dovresti saperlo diamine cosa me lo proponi a fare ma poi d'altra parte mi rendo conto sono una merda e tu il mio amore non possiamo non coronare questa bella giornata di shopping insieme con una cenetta da qualche parte... Quindi va bene. Va male. Ma va bene. Ci ripiglieremo, prima o poi? Stupida anima malata che sonnecchi dentro di me, ci ripiglieremo prima o poi O NO ?
Bah.

Che poi non è vero che odio il week-end. E' così BeLLo andare a fare shopping (io, poi!!  io, tutto il contrario della fashionista D.O.C., io la robbosa che si veste da uomo... sì sì proprio io vengo assalita in questo periodo da un'irrefrenabile voglia di comprare vestiti. Aderenti. Femminili. Evviva il Kalo dei Kili, per una buona volta. Ma devo starci attenta, non posso permettermi di d e r a g l i a r e . . .)...

mercoledì 8 dicembre 2010

c a l o l e n t o m a c o s t a n t e . . . e v v i v a

Piano piano piano piano piano. . . . . . . zitta zitta vado avanti, non mi arrendo, non mi pongo il problema di essere-troppo-magra perché ad ingrassare si fa sempre in tempo - per lo meno nel mio caso.
Cerco di non piangermi addosso per delle cazzate, cerco di non costringere la fottuta bilancia a fare più di quanto possibile, voglio dire c'è un ritmo per tutto, anche per il calo di peso. Zitta zitta, piano piano. Vado avanti. Non mi arrendo. Non cedo, quasi mai. [per ora, ndr.] Ho sinceramente anche oltrepassato la fase "oddio ci risiamo con 'sta fissa su cibo peso calorie non ti ricordi come ti eri ridotta qualche anno fa non fare cazzate". No. Non mi ricordo. O meglio, mi ricordo, ma penso che ora sia diverso. Ora, anziché vomitare milioni di volte al giorno, con freddezza d'animo e razionalità [ilrigettodelcibodopoavermangiatoleeraentratodentrocomeun'abitudinequotidianaallaqualeormainonfacevapiùcaso], restringo. Da fuori tutto sembra incredibilmente malato, la gente costine-e-patate-fritte non smetterà mai di fissare a bocca aperta le mie verdure scondite, ma ormai ci ho fatto l'abitudine.
Io non sono malata. Sarei malata se NON agissi come agisco, se non mangiassi come e quel che mangio. That's it; ci sono domande? Per me tutto questo risulta essere piuttosto semplice e naturale. Certo, c'è sempre il momento in cui cedo al pezzetto di cioccolato, o in cui non cedo ma mi sento male appunto perché non cedo, ma quelli sono momenti di debolezza. Chi non li ha? Tutti ne hanno. Per il resto, io sono forte. Diamine, se sono arrivata fin qui, se ho questo lavoro, se i miei superiori non hanno mai fatto altro che lodarmi, fin dalla prima elementare... non sarà una kazzo di bilancia o quella stupida sensazione di fame a fermarmi!

domenica 5 dicembre 2010

. . .bellezzeteree. . .

Varco la soglia del salotto-cucina, poso il cappotto sul divano in pelle bianca, mi appoggio ad un mobile mentre attendo che una delle padrone di casa mi metta in mano un bicchiere di birra. Il mobile, la mia stampella: mica facile essere invitati a cena quando si conosce soltanto una persona su dieci, e quella persona non è il padrone di casa. Mica facile essere self-confident, quand'è un periodo del cazzo in cui non so chi sono cosa voglio mi detesto odio le mie cosce la mia pancia e quel cazzo di ago della bilancia e quello stramaledettissimo CIBO.... Mica facile, quando LEI fa la sua entrata sulla scena.
Non la conosco, non l'ho mai vista prima, si presenta dicendo che è una delle ragazze che abitano lì. E' alta, molto alta, almeno come me che col mio metroesettantacinque non sono propriamente un nano. E' alta e molto magra. Indossa dei pantaloni neri semiaderenti, e un lungo maglione scollato che lascia intravedere le sue ossa sporgenti ma morbide.
E' un angelo, è bellissima. Si muove leggiadra per la stanza, i capelli biondi raccolti in una specie di chignon, gli occhi verdiazzurri scrutano dolcemente gli ospiti, le sue labbra carnose si aprono in un sorriso, tende la mano, si presenta, racconta un po' di sé, mi chiede come mi chiamo e cosa faccio nella vita. E' molto gentile, simpatica, tranquilla, amichevole, sicura di sé senza essere vanitosa.
Tornata a casa dopo questa cena tra conoscenti, dico al mio ragazzo che mi sono 'innamorata', gli racconto di questa ragazza angelica, e di come mi sento inadeguata di fronte a una tale bellezza celestiale... Lui sbuffa, al solito, con quell'espressione da io-ti-amo-e-sei-bellissima-e-come-fai-a-lamentarti-del-tuo-corpo-smettila-di-guardare-ragazze-troppo-magre-e-idealizzarle-chepppàlle! e poi mi spiega che la percezione di quel tipo di bellezza è qualcosa di prettamente femminile, che agli uomini non piacciono donne senza forme, che donne che sembrano degli attaccapanni non piacciono oggettivamente a nessuno... Ma io che ci posso fare, penso che abbia ragione sul fatto che sono le donne fra loro a dibattere e a soffrire sull'ideale di magrezza, e che è un'emerita kazzata che gli uomini considerino 'bellezza' delle non-forme... LO SO, kazzo. Lo so. E appunto perché Lo So, continuerò a pensare a quelle non-forme eteree, e a lottare per ottenerle.

venerdì 3 dicembre 2010

Ferma.

E siamo di nuovo fermi. O forse sono troppo impaziete io nella foga del perdere peso.
"Sono pochi cinque chili persi in due mesi?" - è la domanda che mi pongo costantemente.
"Non hai proprio un kazzo da fare, se questa è la domanda che ti poni costantemente!" - suggerisce saccente un'altra vocina nella mia testa.
Ma io che posso farci? Non posso fare a meno di pensare a chili calorie peso cibo quantità grammi... Oserei dire che questi pensieri fissi sono paradossalmente ciò che mi sostiene e mi permette di fare altro, di andare avanti.
Ho provato a spiegare al mio ragazzo, che - giustamente, povero cristo - si chiede PeRcHé DiaMiNe io debba fissarmi a tal punto su dei fottuti numeri, che in realtà questa mia fissazione mi permette di godere meglio del cibo che mi concedo. Di fronte alla sua faccia-a-punto-interrogativo, gli ho precisato che infatti se io non contassi le calorie si creerebbe un caos pazzesco nella mia testa perché non potrei controllare esattamente quel che mangio e pertanto la tentazione di vomitare sarebbe troppo forte e vi cederei con il risultato che mi sentirei una merda. Gli ho spiegato che, grazie a tale maniacale controllo, posso godermi una sacrosanta pizza ogni tanto. Perché? Be', perché se so (e DEVO saperlo, eh! naturalmente... senza programmi tutto è perduto) che devo andare in pizzeria, durante il giorno fino all'ora di cena m'impegnerò in un quasi-digiuno, cosicché poi non mi sentirò in colpa e - ta-daah! - magari con la pizza berrò pure una birretta.
Al tempo stesso, non digiuno MAI completamente, perché so bene quanto questo provocherebbe infinite abbuffate o indefinite quantità di lassativi che mi farebbero stare malissimo [già successo, grazie... uff]... Però che fatica. Che fatica ma al tempo stesso che soddisfazioni...!
Non so se cinque chili in due mesi siano tanti o pochi, e alla fine mi rispondo che quel che conta è la costanza.

°PERSEVERANCE
°WILL POWER
°SELF-CONTROL

giovedì 2 dicembre 2010

Ho finito.

Ho finito La Gabbia d'Oro. Finalmente, non riuscivo più a reggerlo. Troppe cose Vere, quel libro mi stava scavando troppo dentro.


<< Ti sei negata il cibo quando avevi fame, sebbene il tuo pensiero sia sempre fisso sul cibo e su quanto vorresti mangiare.

si sentono colpevoli. Colpevoli per essere impari al ruolo assegnato loro da altri

Malgrado tutti i successi accademici e in tanti altri campi, c'è il risentimento di doversi sforzare tanto e di temere sempre di non essere abbastanza brave. In più, c'è la rabbia e l'invidia perché sei costretta a negarti il piacere di non far niente

ti costringi a fare una cosa, per esempio a non mangiare, che non è quella che veramente desideri. Ti senti colpevole perché lo fai, ma d'altra parte non sai nemmeno tu stessa quello che ti accontenterebbe. Ciò che veramente ti turba è che non sai nemmeno che cosa aspettarti dalla vita o che cosa ti renderebbe felice. E così arriva questa malattia e il pensiero del cibo mette tutto il resto in ombra. >>

La Tigre e la Neve.

Silenzio.
La neve cade l e  n   t    a .  .   .    .
Come molte altre persone, io amo la neve. Rende tutto così calmo, immobile, silenzioso. Rende le città meno frenetiche, conferisce loro un sapore antico e più autentico. Le auto scorrono lente, i suoni sono ovattati. Mi piace osservare la densità del fumo caldo che esce dai comignoli. E' bello abitare all'ultimo piano, è bello poter vedere i tetti imbiancati di zUcCHeRo a VeLo.
Non so bene come accada, ma mi apre altre porte della percezione, la neve. Mi rende più riflessiva, più calma, ma anche più inquieta: quel silenzio riesce a farmi ascoltare dentro, a farmi percepire il mio stesso respiro e i rumori che si agitano nella mia testa. La neve mi bLoCCa. Mi fa sentire più piccola, più debole, più fragile. Trasforma in latte l'energia di fuoco che ogni giorno cerco di scovare in me, che ogni giorno parsimoniosamente raccolgo.
From Tiger to Pussycat in zero-point-five seconds.
Se non avessi nulla da fare, se l'essere umano fosse stato plasmato semplicemente per meditare sulla propria esistenza dentro a un vuoto di neve, tutto questo non potrebbe che rendermi tranquilla e gioiosa. Invece, devo fare i conti con la realtà. Maledetta. Spesso penso che vorrei essere un animale diverso dall'uomo. L'uomo è troppo complesso, per i miei gusti. Vorrei essere un gattino, o una tigre. Una tigre bianca. Vorrei avere la libertà dell'irresponsabilità, la calma leggiadra e tenace del felino assonnato e predatore.
Non vorrei più
lavorare
essere responsabile
necessitare relazioni stabili che fanno gioire quanto soffrire
dover prendere decisioni
sorridere forzatamente ["...'ché qui non ho il diritto di non essere felice, di non sentirmi vivo, di non accontentarmi della mediocrità..."]
essere puntuale

"...cosa farete quando la novità che rappresentate sarà finita? vi appellerete all'inutilità della puntualità..."

martedì 30 novembre 2010

lunedì 29 novembre 2010

Small-talking: Yes, we can!

[Devo PIANTARLA di prendere lassativi ogni volta che, di domenica, mangio troppo.
Non servono a un cazzo, se non a farti star male tutto il giorno successivo.
Evviva...]

Per lo meno il mio umore oggi è un filo più decente: un pranzo con un paio di colleghi carini e senza pretese fa bene al corpo e allo spirito. Quindi un consiglio per tutti: anche se non avete voglia di socializzare con nessuno, cercate di non isolarvi! Un'oretta di giusta compagnia e quattro sane chiacchiere del più e del meno possono risollevare il morale più di quanto ci si possa aspettare! Soprattutto se, devo ammettere, le persone con cui si passa la suddetta oretta NON sono persone che ci conoscono troppo bene, che scaverebbero troppo nella nostra intimità con un solo sguardo... talvolta quella sorta di semi-anonimità garantita da un superficiale small-talk con semisconosciuti è più salutare di una seduta dalla psicologa o di una chiacchierata con un'amica che ci conosce troppo bene per poter evitare di giudicarci.

Insomma: che sia con la panettiera, il tabaccaio, la vicina di casa o un collega di lavoro, io tifo e voto per lo small-talk!

sabato 27 novembre 2010

Sabato Sera

Sarà che sono una fotomaniaca, ma trovo che - al di là dell'idiota Facebook-contesto in cui vengono qui presentate - alcune di queste foto siano molto carine.
Enjoy!


Buon sabato sera :-)

venerdì 26 novembre 2010

La vera malattia

<< La cosa più importante che ho imparato è che la preoccupazione per la dieta, la fissazione di essere magre o grasse, sono soltanto cortine fumogene. Non è questa la vera malattia. La vera malattia sta nei tuoi sentimenti verso te stessa. C'è una strana contraddizione: tutti pensano che fai tanto bene e che sei tanto brava, ma il tuo vero problema è che pensi di non esserlo abbastanza. Temi di non essere pari alle cose che ci si aspetta da te. Tu hai una sola grande paura, quella di essere come tutti, come la media, insomma non abbastanza in gamba. E questo strano modo di stare a dieta comincia con un'ansia del genere. Vuoi dimostrare che sai esercitare un dominio, che ne sei capace. La cosa singolare è che ti fa sentire contenta di te, ti convince: "Io riesco a concludere qualche cosa". Anzi: "Io riesco a fare una cosa che nessun altro sa fare" e così cominci a pensare che sei un po' meglio di tutta quella gente che guardi dall'alto in basso perché sono trascurati e golosi e non hanno autodisciplina. C'è solo un problema in questo senso di superiorità: non risolve il tuo problema, perché quello che tu veramente desideri è di essere soddisfatta di te stessa pur sentendoti felice e sana. La cosa paradossale è che ti senti in gamba perché sei malata. >>

[Hilde Bruch, La Gabbia d'Oro]


Dannazione. Ogni singola parola.

La pausa pranzo e altre storie

L'altroieri a mezzogiorno ho accompagnato un mio collega a prendere un panino al sandwich-bar vicino al nostro ufficio. Ci siamo seduti, io ho ordinato solo un caffè.
Ieri ci avviavamo verso la mensa per pranzare con altri colleghi e, mentre camminiamo, lui mi dice:
- Oggi mangerai qualcosa, eh!? Ieri a pranzo non hai preso nulla... No, sai, perché se tu oggi non mangiassi di nuovo inizierei a pensare che tu abbia un disturbo alimentare, o qualcosa del genere.
ECCO SBèM. COLPITO IN PIENO - E AFFONDATO.
Alla fine in mensa ho preso, come settimana scorsa, un piattone di verdure crude miste, senza olio, senza pane a parte, con un cucchiaino di salsa rosa. Inutile dire che il suddetto collega mi ha guardata un po' di traverso.
Spero di non dovermi smascherare agli occhi di nessuno, in futuro. Non me la sento proprio...


Intanto sono finalmente giunta ai 5 kg persi tanto agognati. Non solo me ne compiaccio, ma vorrei anche perderne un altro paio, se possibile. E un altro paio ancora...? Cazzo, è proprio vero che quando inizi a dimagrire non è per nulla difficile perdere chili su chili (il tuo stomaco s'abitua, a mangiare meno...), e in più diventa una droga. L'unico sbatti è che poi i vestiti di sempre vanno troppo larghi, ma in fondo una bella cintura e/o un po' di shopping possono risolvere il problema.


Ieri sera ho avuto una discussione con il mio ragazzo, o meglio: dopo un paio di birre e rimuginando su come mi vede e su come mi racconto in questo periodo, ad un certo punto lui è esploso dicendo
che milioni di donne desidererebbero avere la mia figura
che sono perfetta e devo smetterla di fissarmi sul peso
che contare le calorie è da malati di mente
che questo mio calo di peso mi rende nervosa oltre che nevrotica e
che influisce sul mio umore, provocando sbalzi allucinanti e rendendomi più lunatica che mai.
Non fa una piega. Però mi ha fatto un male cane. Mi sono infilata a letto, completamente sotto il piumone, e ho iniziato un piano dirotto. MI dispiace farlo soffrire così, lui mi ama tantissimo, non mi lascerebbe mai e io non riesco a dimostrargli che sento lo stesso per lui; al contrario, con le mie paranoie mi autodistruggo, soffro di apatia e anedonia e tutto ciò risulta in me in un'ancor più profonda tristezza, animata dalla paura di perderlo.
Comunque quando ha visto che piangevo ha cercato di calmarmi, accarezzandomi la testa, abbracciandomi, chiedendomi scusa. E' semplicemente molto preoccupato per me - e come non capirlo. Non lo biasimo, anzi comprendo perfettamente che lui mi 'rivoglia indietro', che veda come il mio stato d'animo attuale offuschi la mia natura, la me che lui ha conosciuto due anni fa... Il problema è che io non so cosa sia, "la vera me".

mercoledì 24 novembre 2010

Nausea

MinKia se mi viene la nausea a leggere di tutte 'ste pro-Ana.

ChepoichiccazzoèAna....

Se e quando si ritroveranno in un letto d'ospedale con una flebo attaccata al braccio malediranno la loro stupidità.

O forse in quel letto non ci finiranno MAI, perché il loro è solo un atteggiamento.
POSERs DI MERDA.

5 in 2

Cinque chili persi in due mesi. Non male.

Secondo il mio ragazzo soffro di depressione. Sinceramente non saprei.
So solo che mi assalgono spesso paranoie inutili e attacchi di panico più o meno seri per fatti teoricamente irrilevanti, quali lo stare chiusa in metropolitana per poche fermate, tornare a casa verso sera quando è buio e lui è fuori per qualche irrilevante ragione, deconcentrarsi dal lavoro e non trovare in tal modo l'ispirazione per scrivere quel maledetto articolo che ho in ballo da settimane.
Per il resto, tutto normale - tenendo sempre presente che la normalità è un concetto relativo. . . .come tutto il resto.

martedì 23 novembre 2010

Galak. Dalla colazione alla Percezione.

La colazione non si salta. Mai.
Me lo diceva sempre, la mia mamma... Ho fatto mio il suo consiglio, il suo ordine, perché uno deve imporselo se vuole perdere peso. La colazione diventa uno dei miei piccoli angoli privati, vi regna una calma sovrana, una dolce lentezza prende il sopravvento sul consueto stress, posso concedermi frammenti di quei dolci che non mi concedo mai se non a costo di vomitare.

Il Galak.
Oh, il Galak. Ha il sapore di un'infanzia, la forma del delfino che il nonno acquistava per me quando andavo in visita da lui e la nonna... quel proibito cioccolato bianco che mamma mai avrebbe permesso, perché "in casa non teniamo schifezze".
Il Galak, a colazione. Tre quadratini di quella tavoletta con riso soffiato, e quelle 90 calorie mi paiono il Paradiso. Centellinare quei tre quadratini dividendo ciascuno in due o quattro pezzetti apporta una quantità di soddisfazione libidinosa che le persone con un'alimentazione normale non potranno mai provare. Ingozzarsi cancella i sapori; la sensazione della fame provoca un piacere assimilabile all'effetto di una SoStaNZa pSiCotRoPa. . . impagabile turbinio di percezioni, amplificazione dei sensi, mentre la testa gira e il corpo sembra fluttuare in uno spazio di gravità assente. . . . [i.passanti.come.robottini.spenti...]. . . .ah, la Bellezza dell'allucinazione, nell'attesa di quei tre quadratini di Galak.

lunedì 22 novembre 2010

Voilà.

Nota positiva
Un'altra settimana ha avuto inizio.
Il lunedì fa paura a molti, causa mal-di-lavoro-post-weekend.
Non so, a me invece piace, il lunedì. E' un nuovo inizio, posso finalmente dire addio al weekend di apatia e alimentazione fuori controllo.
Quindi auguro a me e al mondo: buon inizio settimana!

Nota negativa (?)
Tanto per farmi del male, sto (ri)leggendo La Gabbia d'Oro. L'Enigma dell'Anoressia Mentale di Hilde Bruch. Molte/i di voi sapranno sicuramente di che libro sto parlando, dato che è piuttosto conosciuto nel genere. Benché datato, a mio parere fornisce attraverso i suoi racconti di casi specifici informazioni utili a coloro che da tempo convivono e combattono contro i DCA: 'utili' non tanto perché dia consigli o pacche sulla spalla (perché non dà né gli uni né le altre), ma al contrario perché presenta le dinamiche interiori, familiari e sociali attraverso cui i meccanismi dei maledettissimi DCA vengono attivati e si scatenano dentro la persona che ne soffre.
Come faccio sempre durante la lettura di libri su queste tematiche, pagina per pagina sottolineo a matita i passaggi in cui, purtroppo o per fortuna, volente o nolente, mi ritrovo, e sopratutto ritrovo la mia famiglia - perché ragazzi la storia familiare è ciò che per la maggior parte fa scattare il DCA, e venire a sapere come le dinamiche familiari e le storie personali della propria madre davvero operano fa venire la pelle d'oca. Ogni tanto penso che non vorrò mai avere figli, per evitare di infettarli con il mio stesso male di vivere...
In ogni caso, ho deciso di regalarvi alcune citazioni dal suddetto libro che mi hanno colpito e commosso e fatto rabbia in particolar modo: se da un lato fa male, molto male (quanti pianti, in terapia....) essere messi di fronte ai propri malati meccanismi mentali, dall'altro può servire come esorcismo.


<<

"Ognuno dei suoi insegnanti mi diceva quale gioia fosse averla in classe."

Molte madri trovano che non ci sia nulla da raccontare: la bambina non ha fatto mai difficoltà e mangiava quello che le si metteva davanti. [...] erano invidiate da amiche e vicine di casa perché la loro bambina non faceva storie per il mangiare ed era obbediente anche durante la classica 'fase di resistenza'. Questo comportamento esemplare riguarda anche altri campi: pulizia, niente giochi violenti o comportamento distruttivo, nessuna disobbedienza o abitudine a contraddire.
[...] La maggioranza delle madri dice: "tutto andava bene; non ha mai fatto difficoltà".

Esisteva una regola ferrea, "finisci quello che è nel tuo piatto", sebbene nessuno le chiedesse mai quanto volesse e se quel cibo le piacesse o no. L'orrore di dover mangiare pur essendo sazia le era rimasto e aveva avuto una parte importante nel suo comportamento anoressico. Anche quando era già migliorata, era ancora assillata dal timore di mangiare troppo, perché sentiva che l'educazione ricevuta da piccola l'aveva lasciata priva della capacità di regolarsi.

Succede così che una cosa piacevole come il ricevere regali svolge nella loro vita un ruolo che le rende stranamente confuse e rappresenta perfino uno stress. Sentono di non meritare i doni, non sanno che cosa desiderano né come chiederlo. [...]
"Ho sempre fatto quello che ci si aspettava da me; la mamma decideva tutto."
[...] Per fortuna, alcuni doni si distinguevano dal resto perché soddisfacevano veramente un suo desiderio e le facevano piacere, in quanto la bimba era sicura che fossero proprio pensati per lei. Il padre viaggiava all'estero per la sua professione e nulla la rassicurava di più delle bambole che riportava nella sua valigia: le dimostravano che papà aveva pensato a lei mentre era lontano.

>>

venerdì 19 novembre 2010

Quando ti dicono

Quando ti dicono
"ma sei dimagrita?!"
fa bene
al tuo ego.

FORSE.

Fottuta bilancia.
Fammi vedere che sei con me, anziché contro di me.
Mostrami che i miei sforzi servono a qualcosa, i miei sforzi per percepirmi più leggera, più eterea, più evanescente, più invisibile e al tempo stesso più visibile...
Dimmi che posso farcela,
aiutami a provare quel senso di potere su me stessa, ne ho bisogno per ogni aspetto della mia vita.
Non tradirmi.

[che incubo la mensa. in tre anni di permanenza, ieri la mia prima esperienza in mensa. che incubo. chepppàlle quando tutti guardano il tuo piatto con una faccia-a-punto-interrogativo, perché sul tuo piatto ci sono solo verdure crude. scondite. potrò mangiare quel cazzo che voglio, mentre tu ti rimpinzi di pollo e patatine fritte con maionese? LASCIATEMI IN PACE. è l'unica cosa che chiedo - mentre dentro di me sbraito richieste d'attenzione. FUCK. la cosa peggiore è rendersene conto e al tempo stesso non fare nulla per migliorare la situazione.]

mercoledì 17 novembre 2010

Scrittura e terapia. [o della terapia scrittoria]

Quando è un periodo in cui ascolto prevalentemente gli Afterhours (fino a Quello Che Non C'è incluso e NON OLTRE, sia chiaro) e il Marilyn Manson di Mechanical Animals, il campanello d'allarme dovrebbe suonare: significa che è un PERIODO NO.
Ho capito che gli Afterhours sono uno dei miei gruppi preferiti mica per niente. E' che non posso fare a meno di quelle parole, del modo CoSì PeRfEttO in cui queste ultime sanno esprimere il travaglio che ho dentro. Quando avrò un attimo di tempo per raccogliere più idee vi (e mi) regalerò un collage di versi significativi - così chi non conoscesse la Sacra Arte di Manuel Agnelli il Poeta può farsi un'idea di cosa vuol dire. Roba che ti tocca dentro, che ti apre in due e tasta la tua carne viva, che trova le parole che tu non hai mai trovato per esprimere ESATTAMENTE quello che vorresti esprimere ma nella cui espressione hai sempre fallito. Perché tu non sei un Dio; Manuel Agnelli invece sì.

Bene, dopo questo sproloquio in cui per l'ennesima volta ho incensato uno dei miei personaggi preferiti, vorrei offrire una riflessione che è dentro di me da alcuni giorni e non ha intenzione di spostarsi... una rifessione su scrittura e terapia, fra scrittura e terapia.
A me è sempre piaciuto scrivere, sin da quando ero alle elementari e scrissi quel tema su Napoleone che aveva così tanto colpito la maestra e mia nonna. Non ricordo se avesse colpito anche mia madre, ma si sa, per mia madre quanto alla scuola ero "bravisssssssima" in generale, non che poi i dettagli contassero molto. ANYWAY. Mi è sempre piaciuto scrivere, dicevo, ma la passione è eslposa davvero solo durante l'adolescenza, quando mi sono innamorata per la prima volta, di una persona che non mi rivolgeva il suo sguardo neanche per sbaglio. Ebbene, sofferenze, letture su letture di romantici tedeschi Novalis Goethe i dolori del giovane Werther e poi Foscolo Leopardi Baudelaire e la scoperta della sofferenza in versi. Scrivo tantissimo, leggo altrettanto, mi faccio di cioccolato nel tentativo di ritrovare la serotonina perduta, rifletto. Rifletto rifletto rifletto. Da quel momento anni 16 e fino ad anni 24 io un ragazzo nel senso di persona-con-cui-stare-per-un-periodo-superiore-al-mese-e-mezzo-e-possibilmente-senza-essere-trattata-come-un-oggetto-ogni-volta non l'ho mai trovato.
Poi saltano fuori i problemi con mia madre... e alla fine decido (BRAVA! CHE IDEA GENIALE! che RaBBia.) di sfogare le mie ansie sul cibo, sul non-cibo, sul vomito, ... quel che capita.
Allora scrivo sempre di più, e inizio ad andare dalla psicologa...
SCRIVERE E PARLARE CON LA PSICOLOGA MI FA BENE.
Questo è per lo meno quel che ho sempre pensato.
Ma allora perché quando sto relativamente meglio non scrivo? Semplice, perché se sto 'meglio' non ho quella cosa nera e pesante da buttar fuori, da espiare, da esorcizzare. Scrivere è esorcismo. Così come lo era parlare con quella donna una volta a settimana.
PeRò - e finalmente dopo tante parole inutili ecco la riflessione principale - mi pongo una domanda: è proprio vero che scrivere ci fa stare meglio? Di primo acchito, sì. Funziona un po' (per lo meno, per me) come quando ho la nausea per la quantità di cibo ingerita o semplicemente per-la-nausea-e-punto e rigetto fisicamente parlando quel che ho dentro. Poi mi sento meglio.
Ecco, scrivere mi fa un po' lo stesso effetto.
Ma, dopo che uno rimette, poi non si sente ancora più una merda di prima? Nella maggior parte dei casi, credo di sì. Nel mio caso, sicuramente sì.
Ecco, scrivere mi fa un po' lo stesso effetto. Rileggo me stessa nelle pagine che ho buttato giù, nel tipo di grafia che ho utilizzato al momento della scrittura, negli spazi che (non) lascio fra le parole, nella pesantezza o leggerezza del tratto, nei disegni a fianco alle lettere. Mi rileggo e capisco quanto sono disturbata, e non so quanto questo faccia bene.
Insomma, la conclusione che vorrei trarre è che la scrittura, così come la terapia piscoanalitica, è doppia: da un lato ci si sente meglio, liberati da un peso eccessivo; dall'altro, invece, si scava sempre più dentro di sé, ci si rende sempre più conto di quanto si sta male, e ci si crogiola volenti o nolenti in quel  m a l e  d i  m i e l e . . .

martedì 16 novembre 2010

Ci risiamo.

Voilà.
Uno parte con le migliori intenzioni del mondo e poi va sempre tutto a puttane.
Vado a pranzo con alcune colleghe, scelgo la proposta del menù meno calorica e più saziante: crema di zucca, formato piccolo. La assaggio con cautela. Bene, non contiene panna né burro, e anche olio ce ne dev'essere pochissimo - altrimenti lo percepirei, dato che a casa per me cucino sempre senza olio. Bene, la assaporo lentamente. Me l'hanno portata accompagnata da un po' d'insalatina verde con un cucchiaino di salsa di yogurt, e due piccoli panini fatti in casa.
Quei maledetti panini.
Ne mangio uno, mentre la mia testa è impegnata a calcolare le calorie totali del mio pranzo. Facendo due conti non sono affatto molte; se poi stasera salto la cena o quasi... Ottimo, ottimo. Se non fosse che a un certo punto m'annoio; i discorsi delle altre mi asfissiano, non riesco ad introdurmi nella conversazione in modo decente, se non per blaterare una critica qui e là.
Misentocomequalcheannofaquandouscivoconimieiamiciemiisolavodatuttoedatuttipurrestandosedutaallorotavolo... è orribile.
Ebbene, mangio con foga anche il secondo, maledettissimo panino.
Inutile dire che TuTTo mi ha fatto venire la nausea, inutile dire che ho testato anche il bagno di quel ristorante. Mancava all'elenco, in effetti.

Detesto parlare di e pensare solo al cibo, penso che se vado avanti così diventerò estremamente noiosa. Ma cazzo, RIUSCISSI a pensare ad altro, ogni tanto... Meglio rimettersi al lavoro.

Bianca

ALLA BESTIA CHE MI TIENE IN GABBIA.

<<
Sei il colore che non ho
e non catturerò
 ma se ci fosse un metodo
vorrei che fosse il mio

fanne quel che vuoi, di noi
me l'hai insegnato tu
se c'è una cosa che è immorale
è la banalità

lo sai 
lo sai 
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa

sei il colore che non ho
e che vorrei essere io
ma se ti rende libera
ti regalo il mio

lo sai 
lo sai 
che tu sei troppo bianca per restare
mano nella mano con te stessa
e non voglio certo che tu sia
la mia più bella cosa mai successa

vedrai...
>>

ViDEO
[quando Manuel Agnelli era ancora gggiòvane e scriveva Cose Bellissime]