L'altroieri a mezzogiorno ho accompagnato un mio collega a prendere un panino al sandwich-bar vicino al nostro ufficio. Ci siamo seduti, io ho ordinato solo un caffè.
Ieri ci avviavamo verso la mensa per pranzare con altri colleghi e, mentre camminiamo, lui mi dice:
- Oggi mangerai qualcosa, eh!? Ieri a pranzo non hai preso nulla... No, sai, perché se tu oggi non mangiassi di nuovo inizierei a pensare che tu abbia un disturbo alimentare, o qualcosa del genere.
ECCO SBèM. COLPITO IN PIENO - E AFFONDATO.
Alla fine in mensa ho preso, come settimana scorsa, un piattone di verdure crude miste, senza olio, senza pane a parte, con un cucchiaino di salsa rosa. Inutile dire che il suddetto collega mi ha guardata un po' di traverso.
Spero di non dovermi smascherare agli occhi di nessuno, in futuro. Non me la sento proprio...
Intanto sono finalmente giunta ai 5 kg persi tanto agognati. Non solo me ne compiaccio, ma vorrei anche perderne un altro paio, se possibile. E un altro paio ancora...? Cazzo, è proprio vero che quando inizi a dimagrire non è per nulla difficile perdere chili su chili (il tuo stomaco s'abitua, a mangiare meno...), e in più diventa una droga. L'unico sbatti è che poi i vestiti di sempre vanno troppo larghi, ma in fondo una bella cintura e/o un po' di shopping possono risolvere il problema.
Ieri sera ho avuto una discussione con il mio ragazzo, o meglio: dopo un paio di birre e rimuginando su come mi vede e su come mi racconto in questo periodo, ad un certo punto lui è esploso dicendo
che milioni di donne desidererebbero avere la mia figura
che sono perfetta e devo smetterla di fissarmi sul peso
che contare le calorie è da malati di mente
che questo mio calo di peso mi rende nervosa oltre che nevrotica e
che influisce sul mio umore, provocando sbalzi allucinanti e rendendomi più lunatica che mai.
Non fa una piega. Però mi ha fatto un male cane. Mi sono infilata a letto, completamente sotto il piumone, e ho iniziato un piano dirotto. MI dispiace farlo soffrire così, lui mi ama tantissimo, non mi lascerebbe mai e io non riesco a dimostrargli che sento lo stesso per lui; al contrario, con le mie paranoie mi autodistruggo, soffro di apatia e anedonia e tutto ciò risulta in me in un'ancor più profonda tristezza, animata dalla paura di perderlo.
Comunque quando ha visto che piangevo ha cercato di calmarmi, accarezzandomi la testa, abbracciandomi, chiedendomi scusa. E' semplicemente molto preoccupato per me - e come non capirlo. Non lo biasimo, anzi comprendo perfettamente che lui mi 'rivoglia indietro', che veda come il mio stato d'animo attuale offuschi la mia natura, la me che lui ha conosciuto due anni fa... Il problema è che io non so cosa sia, "la vera me".
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