giovedì 14 febbraio 2013

Scrivo questo post

Scrivo questo post per un motivo innanzitutto:

far sapere a Dony che il suo ultimo post sulla crisi (che al momento non riesco a linkare e me ne scuso, scrivo dall'iPhone mezza seduta sul sedile di un treno) è uno dei testi più belli e toccanti che io abbia letto nell'ultimo periodo.
Complimenti Dony, con il cuore, per quello che hai scritto e come lo hai scritto.

Scrivo questo post e non so quando ne scriverò un altro.
Talvolta ho l'impulso di scrivere molto sul blog, altre volte meno. Nell'ultimo periodo pochissimo. Sto cercando di tenere una sorta di disordinato diario cartaceo in cui annoto come mi sento nei momenti peggiori, cercando di spiegare a me stessa il perché di certe emozioni.
Già, perché mi sento sola e inascoltata.
Già, ho mollato la psicologa di qui, e mi sto ancora chiedendo se fosse lei ad essere un'incompetente mostruosa, o se fossi io a non essere in vena. Però vedrò certamente la mia cara vecchia terapeuta quando tornerò qualche giorno in patria alla fine di questo mese.

Il mio ragazzo non riesce ad aiutarmi.
Io mi chiudo.
Io non mangio.
Io mangio poco.
Io mangio e vomito.
Io bevo infusioni di senna.
Io sto male e cerco di star meglio.
Io peso poco ma vorrei pesare ancora meno.
Io vorrei calore umano ma evito i contatti.

Restrizione alimentare, restrizione affettiva.

C'è crisi nera dentro di me, e soltanto da sola posso e devo trovare le forze per uscirne - vero Dony?
Il mondo esterno può osservare e tentare di offrire parole di conforto, ma spesso sa essere anche cattivo e asfissiante - o forse sono io, nella mia condizione, che lo vedo così.

Io spero sempre che ci sia una luce in fondo al tunnel.
Io spero di riuscire, un giorno, ad ammettere a me stessa che la fonte di luce devo essere io.

P.S.: Veggie, grazie di cuore per l'interessamento che hai espresso nel tuo commento al mio post precedente. Come sto? "Sto." :')