venerdì 25 febbraio 2011

grazie\i libri\weekend latitante

Buondì a tutte,
innanzitutto grazie per i vostri commenti. E mica lo dico così per dire, eh. Mi fanno davvero piacere, ed oltre a questo mi aiutano a riflettere su me stessa. Mica scrivo per farmi compatire dagli altri, scrivo per sfogarmi, e i vostri commenti non mi compatiscono mai - e per questo vi sono grata :-)
Su vostri commenti io rifletto. Già. In particolare, ho cercato di riflettere molto sulla frase lasciatami da Juno

Non ti eri rotta di essere la brava bambina, ti eri rotta di essere qualcuno che non eri. Ti sei ribellata, cosa ci trovi di sbagliato in questo? 

Già, forse non c'è proprio nulla di sbagliato, e forse io sono una brava bambina, ma non quella bambina che descrivevano dall'esterno... Devo riflettere ancora.
[Grazie, Juno! - e grazie a tutte le altre, naturalmente]

Poi volevo gioiosamente annunciarvi che, in nome del mio Percorso di Recupero del Piacere di Leggere in Italiano, ho terminato anche Caos Calmo di Sandro Veronesi. Bellissimo. Stupendo. Meraviglioso. Scritto magistralmente, raramente ho letto libri così ben scritti. Mi è piaciuto persino più di Non Ti Muovere della Mazzantini. Ergo, Caos Calmo è sicuramente un consiglio.
Ora sto leggendo un tale Io Sono Di Legno di una tale Giulia Carcasi, la quale ha un anno in più di me e ha scritto questo libretto (poco più di 100 pagine) che è uno scambio immaginario di lettere tra una madre e una figlia adolescente. Ne ho letto metà, per ora; non mi dispiace, certo non è una scrittura matura matura, però non male - vi saprò dire meglio quando l'avrò terminato.

Infine, vi comunico che stasera arriverà una mia amica dall'Italia, la migliore amica che ho, credo. Si fermerà qui fino a lunedì sera, e io sono felice come una pasqua. :D
Insomma la porterò in giro per la Capitale d'Europa, le mostrerò i miei luoghi, i colori e gli odori che mi fanno sentire a casa in questo posto. La porterò a mangiare al ristorante etiope che mi piace tanto. Preparerò ravioli al nero di seppia con ripieno ricotta e spinaci e glieli servirò con tanto ammmòre accompagnati da un buon vino rosso.
Evviva! Cercherò di non contare le calorie. Tento. Ci proverò - anche se, ahimè, so già che non scriverle nel quadernino non implica che tutti quei calcoli malati non restino incollati alle pareti del mio cervellino, rifiutandosi di uscirne. Pazienza. Per lo meno, per un weekend lungo penserò meno, mi divertirò di più, mi sentirò più a casa, con quella sensazione di calore interiore analoga a quella che si prova riscaldandosi i piedi freddi di fronte a un caminetto d'inverno.

Auguro anche a voi un weekend positivo, torno all'inizio di settimana prossima.
Abbracci affettuosi,

Bianca

mercoledì 23 febbraio 2011

[IN]GIUSTIZIA DIVINA

Allora... come cominciare.
Massì: io tutto questo me lo merito. I conteggi, le ossessioni, le manie di controllo ossimoricamente accoppiate al lasciarsi andare sempre di nuovo, questa mente anoressica del kazzo, il vomito, i lassativi, le tentazioni e le autopunizioni, le litigate e le frustrazioni, la bulimia, il bisogno d'amore e l'odio per le persone, i cibi light e l'apatia, il senso d'inadeguatezza costante, l'essere sempre e comunque demotivata nonostante l'altro mi motivi continuamente nel nome di chissà quale mia dote nascosta, ma così nascosta che io neppure col lanternino ce la vedo, la sensazione di essere profondamente stupida nonostante il resto del mondo pensi il contrario ma chissenefotte del resto del mondo quel che conta è
DIO
io neppure ci credo, in dio. in nessun dio. ma certe volte davvero, cazzo, io i miei sforzi per uscire da questo oceano di merda li ho fatti, continuo a farne, ieri sera ho tirato un respiro gigante e alle sei sono uscita con il mio ragazzo, abbiamo bevuto ottima birra triplo malto accompagnata da formaggi da aperitivo, poi siamo andati in pizzeria e sì, ho mangiato tutta la mia pizza, con calma, la mia pizza pomodoro e origano, sì, l'ho mangiata ed ero felice, ieri sera torno a casa felice, poi
lo sKifo
i lassativi
stamattina vomito
ho pure ricominciato a fumare il mio tabacco nell'ultimo periodo, Kristo. Non ci credo non è possibile: vinco una battaglia perdo dieci guerre. Mi vien voglia di spaKKare tutto. Perché ho ricominciato a fumare, così, di tanto in tanto? Be' penso che semplicemente il mio subconscio abbia deciso che tanto vale, a questo punto. Autodistruzione più, autodistruzione meno. Chissenefotte, ha detto e ripetuto il mio subconscio. E come dargli torto.
comunque dicevo... Dio. Sì, Dio, proprio tu. non so, potrei effettivamente chiamarti anche destino\caos\caso\maledizione\persecuzione\magianeradelcàzzochemicostringiacomportarmicomemicomportoeadistruggerelamiastessaVitaViventetrasformandolainunaMorteMorenteLentaeDolorosa.
TI ODIO, Dio. Destino. Caos. Caso. TI ODIO chiunque tu sia e dovunque tu sia. Perché questo a me? perché proprio a me che ho sempre fatto la brava bambina obbediente consenziente coscienziosa studiante ordinante ordinata
fino a un certo punto
fino a quando mi sono anche ragionevolmente rotta i coglioni di essere bravaobbedienteconsenzientecoscienziosastudianteordinanteordinata.
E
la
corda
si
è
spezzata.
Non so più cosa dire quindi per oggi non dirò più nulla, semplicemente mi sento un essere miserabile anche perché alla mia età, arrivati a questo fottuti 25 anni con alle spalle cinque anni di eccessi troppo alcol troppo fumo troppo sesso accidentale una dovrebbe anche mettere la testa a posto e infatti ce l'ho messa, oh sì che ce l'ho messa ho trovato un ragazzo splendido conviviamo in un loft nel pieno centro della capitaled'europa porKo diaZ mi hanno presa per fare un dottorato mi ritengono una persona seria
e io
io?
io mi sento esattamente Come Quando mi ero Ragionevolmente Rotta I Coglioni di fare la brava bambina eccetera.
Con la differenza che il mio ragazzo non lo voglio lasciare, che non ho più voglia di fumare erba dalla mattina alla sera, che non sono interessata a conoscere gente su gente e possibilmente flirtare con i tre quarti maschili di quella gente su gente e possibilmente portarmeli a letto perché tanto non ho niente da perdere.
Ora qualcosa da perdere ce l'ho. e al tempo stesso non ho voglia. non ho voglia di cosa non lo so nemmeno io. Maledetta [in]giustizia divina.

domenica 20 febbraio 2011

Kevin

Ieri sera sono andata con il mio ragazzo a cena da suo fratello e il suo compagno, Kevin.
Kevin è afro-americano, di New York, ha quarant'anni ma ne dimostra almeno dieci di meno, lavora nel mondo della moda, della sartoria e delle pellicce. Ha una fissa particolare per le creme di bellezza, è fermamente convinto che la sua pelle ne abbia bisogno e che, last but not least, mantengano giovane il suo aspetto. E' allergico ai pomodori, e probabilmente è questa allergia a fargli ritenere di essere intollerante a certi cibi, specialmente semi e noci, nonostante forse non sia così. La madre di Kevin, a cui era molto legato ("she was my best friend"), è morta due anni fa; il padre vive da qualche parte in Ohio. I suoi genitori rappresentano per lui molto, se non tutto.
Kevin iniziò a praticare danza classica all'età di sette anni, e ballò per la successiva quindicina d'anni. Ricorda con tenerezza il periodo in cui danzava, ma anche con grande dolore: le fasciature ai piedi, il suo corpo di adolescente costretto a cambiare nei movimenti innaturali della danza, l'anoressia. Kevin soffre di disturbi alimentari ancora oggi. Non vomita più da anni, ma ha le sue piccole grandi manie. Adora cucinare, soprattutto cucinare per altre persone, ma mangiare gli piace meno. Beve, molto; una bottiglia di vodka al giorno, mediamente, ma non è che appaia ubriaco. Al contrario, gli appartengono una sobrietà e una sensibilità fuori dal comune e al di sopra della media.
Benché negli ultimi mesi io già mi fossi accorta che qualcosa non andava, Kevin non mi aveva mai parlato apertamente del suo rapporto col cibo prima di ieri sera, ed era estremamente sollevato dal fatto che finalmente potesse parlarne con qualcuno, qualcuno con gli stessi problemi e le stesse emozioni in proposito, qualcuno come me. A quanto pare, non ne aveva mai parlato con nessuno: amici, famiglia, fidanzati, psicologi? No, con nessuno. Si è sempre arrangiato da solo. Vorrebbe essere più magro, gli dispiacciono quei pochi muscoli da ballerino che gli rimangono sulle cosce, vorrebbe che sparissero. Cerca di confondere le persone sulla sua condizione interiore con la passione per la cucina, mostrando che sì, lui il cibo lo adora - mentre sposta i suoi bocconi da una parte all'altra del piatto.
Kevin è già stato un paio di volte a cena a casa nostra, ma in quelle occasioni ancora non sapevo, ancora non pensavo, ancora non mi ero accorta di nulla. Sembrava tutto tranquillo. E così ieri sera ho percepito un calore nuovo, una singolare solidarietà, un senso di attaccamento diverso, finalmente nei confronti di qualcuno che capisce come mi sento, perché si sente allo stesso identico modo. Nel pomeriggio il mio ragazzo ha forgiato delle meravigliose tagliatelle al nero di seppia fatte in casa, che abbiamo portato con noi ieri sera, con l'intento di condirle con il pesto di basilico tailandese, prezzemolo, zenzero e limone preparato da Kevin. Una volta condita la pasta, io servivo le porzioni, e con una fitta di tenerezza al petto ho servito quel minuscolo pugno di tagliatelle anche a Kevin - la stessa quantità che ho servito a me stessa.
Gli altri non capiscono, non percepiscono, pensano che siamo due matti. Pazienza. Va bene così, mentre il mio cuore si è scaldato grazie a questa inaspettata solidarietà.


Post Scriptum: grazie al cielo non sono a Milano in questo periodo, sarebbe troppo per il mio ego già debole.

venerdì 18 febbraio 2011

I cattivi pensieri sul treno del ritorno - giovedì:

"...just like a woman/ but she breaks just like a little girl..."

Regressione infantile a manetta, voglio tornare ad essere piccola piccola, voglio diventare sottile sottile... e finally SCOMPARIRE. Perché devo stare così male? Perché una giornata di sole deve provocarmi un tale magone? Perché non sono andata a pranzare con i miei colleghi? 'Semplice': perché non ho nessuna voglia di guardare gli altri mangiare.

"...faces look ugly/ when you're alone [...] no-one remembers your name, when you're strange..."

Divento sempre più asociale.
Mento: "ho già mangiato, grazie."
Questo cazzo di peso deve continuare a scendere, chissà se qualcuno si accorgerà di me.
No mails dalle mie 'amiche' in Italia. MA IO COSA CAZZO CONTINUO A SPERARE CHE LA GENTE SE NE FOTTA DI ME!? Povera idiota illusa, ecco cosa sono.

E' una bella giornata di sole e io sono completamente SOLA. Farò una torta per lui, almeno è contento e io avrò un'ennesima sfida da affrontare per sentirmi viva: riuscire a non mangiarne più di un centimetro quadrato. Bella roba.

Chepppàlle, non imparerò mai a vivere.

Alla fine ho fatto il castagnaccio, e ne ho mangiato ben più di un centimetro quadrato.
Però le calorie a fine giornata quadravano comunque.
Stamattina ero mezzo chilo meno.
Evviva.

mercoledì 16 febbraio 2011

Che vita piatta, che piatta vita.

Mah. Bah. Boh. Chissà. C'è il sole, oggi, e una decina di gradi (mica male), ma non me può fregar di meno. E' uno di quei giorni in cui nulla sembra avere senso. Guardo Twiggy dormire in un ritaglio di sole proiettato sul parquet, e vorrei essere lei. Animale che segue i propri istinti e vive di cibo-sonno-coccole. Io non posso vivere di cibo-sonno-coccole, perché sono un essere umano, e dicono che gli esseri umani sin dagli albori della loro esistenza vogliono di più. Che poi, cosa vuol dire. Mah. Bah. Boh. Chissà. Nel frattempo mi è salita una noia mortale, sono andata in cucina, ho mangiato qualche pezzetto di formaggio, assaggiando un po' tutti quei formaggi buoni particolari che abbiamo acquistato al mercato domenica scorsa. Buoni, sì. Ho aggiunto anche una fettina di pane con un po' di burro, massì. Massì, tanto avevo già l'idea di vomitare quel pastrugno di formaggi, e così ho fatto. Perché vomitare? Così, tanto per. La noia. Ora devo uscire a pranzo con un amico, lo farò. Cosa mangerò? Boh. Mi sta già salendo l'angoscia. In più ho mal di gola per il vomito e mi gira un po' la testa. Ma chi se ne frega, in fondo. Spero che il mio amico abbia qualcosa da raccontarmi, perché non è che sia molto in vena, oggi. In più 'sto computer si blocca mentre scrivo. Chepppàlle. Non dovevo versarci sopra l'acqua tonica, lo sapevo. Ma è successo, e ora mi ritrovo con un MacBookBradipo. Ieri mi sono provata dei jeans vintage vecchissimi ma bellissimi a cui sono affezionatissima che un anno fa non riuscivo a mettere perché ero diventata una balena obesa: ebbene, ora mi stanno troppo larghi, sembro un clown. Bene, neanche i miei jeans di sempre mi vogliono più. Va be', meglio che esca di casa prima di sfasare completamente, prima di deprimermi al punto da chiamare il mio amico e dirgli "listen, my friend, I don't feel good, let's postpone our lunch". A presto donzelle, vado a rompermi la testa sul menu del bar dove capiterò.

martedì 15 febbraio 2011

Rien à faire.

Oh, io ci ho provato.
Per giorni, fino a ieri incluso, ho provato a non contare le calorie, o per lo meno a non trascriverle maniacalmente sul mio taccuino, suddivise in colazione-pranzo-cena. Ci ho provato, ma poi mi angoscio. Non posso farci nulla, mi dà un fastidio cane non potermi tenere sotto controllo.

Controllo
numerico,
ferreo,
maniacale.

E così il contacalorie da stamattina ha ripreso a funzionare. Più che altro perché voglio perdere 'sti benedetti 'qualche-chilo' [non so nemmeno io bene quanti, perché tanto ben so che perdere peso è una droga, più ne perdi più ne perderesti], e se non mi controllo minuziosamente sull'introito calorico non riuscirò mai a restringere il più possibile. Perché? perché, come ho già accennato precedentemente, ho il vizio di mangiare poco ai pasti e smangiucchiare cosine e cosucce qua e là, di fiore in fiore, durante il resto della giornata. Tutto il contrario rispetto all'educazione ricevuta da mammà, insomma. Ma che ci vogliamo fare, uno cresce e si porta dietro gli errori che ha compiuto tentando proprio di ribellarsi al volere genitoriale.


° • ° * ° • ° * ° • °


Ora, se me lo concedete, in virtù della mia voglia di condividere sul blog anche ciò che esula da cibo-peso-calorie-e-simili, vorrei riportare un brano tratto dal capitolo finale del Tractatus Politicus di Baruch Spinoza, un testo che è attualissimo pur appartenendo al lontano 1677.
Penso che in questi tempi di bordello politico [in tutti i sensi] abbiamo bisogno di leggere autori di questo calibro. Ho sottolineato le parti a mio parere più scioccanti nella loro attualità.
Vi lascio dunque con quest perla filosofico-letteraria, e vi auguro una buona giornata.

[il testo è in inglese, scusate! ce l'avevo solo in inglese o in latino: quale lingua preferite?? ;-P]


<<
[...] there is no moderation in the masses, they terrorize unless they are afraid, because freedom and slavery are not easily combined. [...] that there is no truth of judgement in the common people is not surprising, when they are kept in ignorance of the main affairs of state, and merely guess at the facts from the little that cannot be concealed. For to suspend judgement is a rare virtue. Thus to keep all the work of government a secret from the citizens, and then to expect them not to misjudge it and put the worst construction on everything, is the height of folly. For if the common people could practice self-restraint, and suspend judgement when the evidence is insufficient, or could make correct judgements about public affairs with little information to go on, they would certainly be more worthy to rule than to be ruled. However, as I said, all men have the same nature; all are puffed up by rule, they terrorize when they are not afraid, and it is everywhere  common for truth to be disregarded by bitter enemies or servile followers, especially when one man or a few have despotic power, and pay more attention at trials to the size of the defendant's fortune than to justice of truth.
>>

B. Spinoza
(trad. A.G. Wernham)


sabato 12 febbraio 2011

Se la smettessi di mangiare pocoonulla durante i pasti che dio comanda ma poi

sgranocchiare caramelle gommose Haribo in momenti non ortodossi. . . .

. . . .probabilmente avrei già perso i chili che voglio perdere.
O meglio:

se il mio ragazzo si trattenesse dall'acquistare quelle benedette caramelle quando andiamo alla Lidl (e magari se io glielo impedissi), tutto filerebbe molto più liscio sul fronte dieta.
Perché quelle benedettemaledette caramelle non sembrano cibo. E così munch-munch-munch sgranocchia qui, sgranocchia lì, tra una ciliegia gommosa e una FizzyColaBottle assumo
 calorie su calorie,
I suppose. 

[calorie che in questi giorni febbricitanti nOn stO cOntandO... che mi faccia bene? che il peso scenda comunque e con meno angoscia? vedremo. "vedremo" è la mia parola preferita, a quanto pare. ci vorrà tempo prima che la mia parola preferita diventi "speriamo". speriamo.]

Per la cronaca, ho ancora la febbre. Non se e va più. Ormai mi sono abituata a stare in casa come una vecchina in casa di riposo si abbandona con triste rassegnazione alla sua celletta. Mangio meno (evviva) ma smangiucchio più skifezze (stranamente).
Sono un ossimoro alimentare.

mercoledì 9 febbraio 2011

all time fav movie; letteratura italiana contemporanea; la febbre.


Jim Jarmusch, Stranger Than Paradise.
[1984]

" You know, it's funny... you come to someplace new, an'... and everything looks just the same. "

uno dei film più belli che io abbia mai visto. guardatelo, please.
e poi Screamin' Jay Hawkins, I Put A Spell On You - una canzone che ha fatto la Storia. cantata e ricantata, da Nina Simone ai Creedence Clearwater Revival, a Marilyn Manson. tutte ottime versioni, per carità. ma Lui, ah come Lui nessuno mai. a blues king, they say. O forse the blues king. fatto sta che una voce come la sua non s'è mai sentita.
così come di registi del calibro di Jarmusch ce ne sono proprio pochi. poesia pura, i suoi film. un cinema, il suo, fatto di sogni e di visioni, di molteplicità semantica e un'estetica perfetta. belli da guardare, that's it.

bello anche avere la febbre, ogni tanto... come ieri, come oggi - come domani? - per potermi prendere il tempo di riguardare questi film, di leggere un romanzo. da quando vivo al'estero, è aumentato in me un senso di perdita della mia lingua natale, ho come l'impressione di non saper più farne uso come una volta... eppure è La Mia Lingua. L'italiano. Solo in italiano riesco a percepire certe sensazioni, a catturare certi significati, ad esprimermi come voglio davvero... E così ho deciso d'iniziare un progetto: progetto di recupero della lingua natale tramite la riscoperta del piacere di leggere.
Premetto che, svolgendo un lavoro intellettuale ogni giorno, avevo (quasi) completamente perso il piacere di leggere un romanzo. Voglio dire: se il tuo lavoro consiste in leggere leggere e ancora leggere, nel tuo tempo libero se è possibile vorresti poter fare qualcosa di diverso da... leggere. [Noi accademici siamo un po' tristi, sìsssì.] E così avevo semplicemente smesso di leggere per il mio piacere. Ma ad un certo punto mi è mancato, come ci manca una persona che abbiamo amato tanto, e così ho deciso di ricominciare, nel contesto del mio progetto di recupero della lingua italiana. gh. mi sembra di essere una pazza, ogni tanto.

Comunque fatto sta che durante le ultime settimane ho acquistato:
La solitudine dei numeri primi - di Paolo Giordano;
Non ti muovere - di Margaret Mazzantini;
Caos calmo - di Sandro Veronesi.

Ho letto il primo praticamente d'un fiato, è scritto in modo parecchio fluido, forse troppo a tratti. Infatti posso dire che mi sia piaciuto abbastanza, ma anche che me lo aspettavo 'un po' meno adolescenziale'.

Il secondo: lo sto leggendo in questi giorni... è B-E-L-L-I-S-S-I-M-O. Leggetelo, vi prego, leggetelo. L'autrice sa dipingere immagini, situazioni e senzazioni in un modo così forte, così vivido e visuale, che questo libro è una lama che trafigge il cuore; la storia è straziante e straborda di sentimento... non ho in realtà molte altre parole per descriverlo, anche se mi piacerebbe.

Per quanto riguarda il terzo, l'ho comprato perché ne ho letto davvero molto bene. Avevo anche visto il film con Nanni Moretti che grazie al cielo ho dimenticato, e ora voglio leggere il libro. Dico 'grazie al cielo' perché di solito preferisco di gran lunga leggere il libro e poi, forse, guardare il film tratto dal libro: preferisco, perché in tal modo posso far scorrere la mia immaginazione nel figurarmi fantasiosamente l'aspetto dei personaggi, senza essere influenzata dalla realizzazione cinematografica.

Ora torno a leggere. Non ti muovere. 

martedì 8 febbraio 2011

Nuova settimana, il cielo è blu.

Dopo qualche giorno di latitanza, rientro in questo spazio personale e confortevole, nonostante la sua virtualità. Mi sono presa qualche giorno di pausa dal blog perché in realtà ho avuto molte cose da fare durante lo scorso weekend. Il che è positivo! Per una buona volta è stato un weekend divertente, ho fatto parecchie cose...

Sabato in particolare ho passato una bella giornata e serata: ho preparato (di nuovo!) ravioli ricotta e spinaci rigorosamente e completamente fatti in casa, assieme al mio ragazzo. Trovo che sia bellissimo cucinare insieme, è rilassante, dà soddisfazione... e mangio anche più volentieri. Memore dell'inkazzatura del weekend precedente 'solo' perché avevo mangiato qualche raviolo, e memore dei vostri commenti [Grazie] stavolta ho deciso di non imparanoiarmi né punirmi e li ho mangiati con piacere, non troppi, non troppo pochi, accompagnati da qualche buon bicchiere di vino rosso... Avevamo due amici a cena, per gustare i nostri ravioli con loro, e penso che la compagnia abbia senz'altro avuto un ruolo importante nella mia tranquillità nel mangiare. Certo, il giorno dopo mi sono sentita colpevole, ma ho mantenuto la calma o almeno credo, e soprattutto non ho tirato paranoie al mio ragazzo del tipo "non dovevo mangiare quei ravioli", "sono grassa", "guarda che pancia" ...
Ho continuato a scrivere e calcolare le calorie anche sabato, ebbene sì, nonostante la difficoltà nel calcolo... poi ho visto che ho raggiunto le 1500 con la cena, e quindi domenica non le ho contate, né mi sono pesata - cosa che solitamente faccio ogni giorno. Ieri ovviamente ho ripreso. Con certe persone funziona il non contare, perdono più peso, e con meno angoscia. Con me però così non andrebbe, perché il Diario mi aiuta a mantenere il mio equilibrio, quindi sorry ma vado avanti così, sottopeso o no, maniacalità o meno. Sottopeso sì, ma voglio assolutamente perdere ancora qualche chilo, voglio sentirmi più leggera, meno ingombrante, più libera di sgarrare se ne sentirò il bisogno... Anche se devo dire che nell'ultimo periodo la fame si fa sentire molto meno, è un 'buon' periodo nel senso che mi sono abituata a mangiare poco e non sento il bisogno di trattenermi, perché sono sottoposta a ben pochi impulsi, a poche tentazioni.

Ieri ho avuto una discussione un po' pesante con il mio ragazzo, anche se nata da una kazzata, e mi sono urlata contro che se non mi voglio uccidere voglio per lo meno diventare piccola piccola, voglio spaventare le persone, voglio che si accorgano che esisto kazzo, perché ogni tanto ho l'impressione che agli occhi di tanti io sia buona ad ascoltare ma non ad essere ascoltata, ad essere un piacevole accessorio per i miei amici quando sono in Italia, ma poi quando torno qui chi mi vuol sentire? nessuno. Mia madre risponde alle lunghe mail che le scrivo con dieci righe, di cui l'ultima è "ciao, ma" e la penultima "scusa la brevità ma ho da fare questo quello e quell'altro". Ottimo. Allora farò in modo che per quando tornerò in patria la prossima volta il mio corpo si sarà tRaSfORmAtO, sarà diventato più magro, più ossuto, più leggero...

Mamma, mi riconoscerai?
Mamma, riuscirai ad ascoltare il mio grido d'aiuto?
Mamma, mi domanderai ancora la mattina cosa voglio mangiare la sera?
Mamma, mi angoscerai sempre di nuovo con le tue piccole grandi manie?

Auguro a tutte voi una buona settimana - anche se in realtà è già iniziata, mi scuso ma mi sono presa un weekend lungo! Oggi il cielo belga, solitamente grigiotopo, è bLu. Che sia di buon auspicio!
In questi ultimi giorni ho letto e commentato poco, ma nei prossimi giorni riprenderò i vostri blog e le vostre vite.
a Sus: ho letto la tua mail e ti risponderò presto. Risponderò presto anche alle tue domande riguardanti la psicoterapia... Per ora ti anticipo che, riguardo a quest'ultima, ne vale la pena! :-)

Caldi abbracci a tutte.

mercoledì 2 febbraio 2011

Dopo il consiglio del martedì, LO SKIFO del mercoledì.

Evviva.

Massì, perché no.

Ho fatto domenica, lunedì, martedì in PERFETTO equilibrio: 800-900 stupide calorie al giorno, niente tentazioni, niente mangiate 'normali', niente abbuffate, niente vomito.

• Stamattina: mangio un pezzo di pane che saran stati sì e no 100 grammi
> lo voglio vomitare
> lo vomito.

• Oggi a pranzo: mangio le mie belle verdurine, metto su il caffè e mi dico "mangio un biscotto alla cannella, ne vado matta, solo uno con il caffè"
> ne mangio una quindicina
> li voglio vomitare
> li vomito.

Che poi è tutto bello preciso perfetto pulito senza sforzi senza dubbi su ciò che vomito perché, senza entrare in dettagli schifidi, lo vedo. Insomma, LO SO che non si vomita proprio tuttotuttotutto però so anche che se uno vomita immediatamente dopo aver mangiato, e dopo un po' che va avanti vede che la cosa più calorica che ha mangiato alla fine di tutto il resto non compare più, e compaiono solo le verdurine precedenti... be', è il caso di dire: missione compiuta.

Mi faccio davvero pena.
Questi sono i momenti che mi fanno tornare - col pensiero, e spero sempre e solo col pensiero - a quando ero seriamente bulimica: quando realizzavo tutte le mie vomitate con una maestria, una nonchalance, una freddezza e leggerezza d'animo impareggiabili.

Domani è un altro giorno, ma stasera il mio ragazzo vuole cucinarmi crepes per cena.
Ho già paura.
Tanta, tantissima paura. Soprattutto perché so che se non ne mangerò almeno tre lui s'incazzerà, mi ripeterà per l'ennesima volta che non vuole una ragazza senza carne, senza culo, senza un filo di grasso sulla pancia. Mi dirà che così non sarò più bella e che lui è stufo, e che - last but not least - con il mio comportamento insulto da un lato la gente che cibo non ne ha per permettersi di rifiutarlo, e dall'altro milioni di persone che soffrono di obesità.

Aiuto.

martedì 1 febbraio 2011

Il consiglio del martedì: ChOpStiCKs!

Avete mai provato a consumare i vostri (pseudo)pasti, qualunque essi siano, con le famigerate bacchette cinesi, anziché con le comuni, occidentali posate?


Ebbene, sarà che di mio adoro mangiare con le bacchette, ma a mio parere sono fantastiche per una serie di motivi che andrò ad elencare... Il motivo principale del mio elogio delle bacchette è che, rispetto a una forchetta, esse possono raccogliere una quantità limitata di cibo, il che comporta non pochi vantaggi [fossero anche solo vantaggi per una mente malata come la mia] soprattutto per chi pensa al cibo tutto il giorno e/o soffre di saltuarie o regolari abbuffate:

• il cibo nel nostro piatto durerà più a lungo;
• dato lo strumento e la sua inevitabile lentezza, occuperemo più tempo a consumare il nostro pasto, e quindi
• saremo meno portate ad assumere cibo in aggiunta a quello che stiamo già consumando;
• ci sazieremo meglio e di più, in quanto il nostro stomaco avrà più tempo e più calma per rendersi conto che si sta riempiendo;
• last but not least... mangiare con calma senza abbuffarsi è un toccasana per il corretto funzionamento dello stomaco e dell'intestino.

Insomma, il mio consiglio è: give it a try!