Ieri sera sono andata con il mio ragazzo a cena da suo fratello e il suo compagno, Kevin.
Kevin è afro-americano, di New York, ha quarant'anni ma ne dimostra almeno dieci di meno, lavora nel mondo della moda, della sartoria e delle pellicce. Ha una fissa particolare per le creme di bellezza, è fermamente convinto che la sua pelle ne abbia bisogno e che, last but not least, mantengano giovane il suo aspetto. E' allergico ai pomodori, e probabilmente è questa allergia a fargli ritenere di essere intollerante a certi cibi, specialmente semi e noci, nonostante forse non sia così. La madre di Kevin, a cui era molto legato ("she was my best friend"), è morta due anni fa; il padre vive da qualche parte in Ohio. I suoi genitori rappresentano per lui molto, se non tutto.
Kevin iniziò a praticare danza classica all'età di sette anni, e ballò per la successiva quindicina d'anni. Ricorda con tenerezza il periodo in cui danzava, ma anche con grande dolore: le fasciature ai piedi, il suo corpo di adolescente costretto a cambiare nei movimenti innaturali della danza, l'anoressia. Kevin soffre di disturbi alimentari ancora oggi. Non vomita più da anni, ma ha le sue piccole grandi manie. Adora cucinare, soprattutto cucinare per altre persone, ma mangiare gli piace meno. Beve, molto; una bottiglia di vodka al giorno, mediamente, ma non è che appaia ubriaco. Al contrario, gli appartengono una sobrietà e una sensibilità fuori dal comune e al di sopra della media.
Benché negli ultimi mesi io già mi fossi accorta che qualcosa non andava, Kevin non mi aveva mai parlato apertamente del suo rapporto col cibo prima di ieri sera, ed era estremamente sollevato dal fatto che finalmente potesse parlarne con qualcuno, qualcuno con gli stessi problemi e le stesse emozioni in proposito, qualcuno come me. A quanto pare, non ne aveva mai parlato con nessuno: amici, famiglia, fidanzati, psicologi? No, con nessuno. Si è sempre arrangiato da solo. Vorrebbe essere più magro, gli dispiacciono quei pochi muscoli da ballerino che gli rimangono sulle cosce, vorrebbe che sparissero. Cerca di confondere le persone sulla sua condizione interiore con la passione per la cucina, mostrando che sì, lui il cibo lo adora - mentre sposta i suoi bocconi da una parte all'altra del piatto.
Kevin è già stato un paio di volte a cena a casa nostra, ma in quelle occasioni ancora non sapevo, ancora non pensavo, ancora non mi ero accorta di nulla. Sembrava tutto tranquillo. E così ieri sera ho percepito un calore nuovo, una singolare solidarietà, un senso di attaccamento diverso, finalmente nei confronti di qualcuno che capisce come mi sento, perché si sente allo stesso identico modo. Nel pomeriggio il mio ragazzo ha forgiato delle meravigliose tagliatelle al nero di seppia fatte in casa, che abbiamo portato con noi ieri sera, con l'intento di condirle con il pesto di basilico tailandese, prezzemolo, zenzero e limone preparato da Kevin. Una volta condita la pasta, io servivo le porzioni, e con una fitta di tenerezza al petto ho servito quel minuscolo pugno di tagliatelle anche a Kevin - la stessa quantità che ho servito a me stessa.
Gli altri non capiscono, non percepiscono, pensano che siamo due matti. Pazienza. Va bene così, mentre il mio cuore si è scaldato grazie a questa inaspettata solidarietà.
Post Scriptum: grazie al cielo non sono a Milano in questo periodo, sarebbe troppo per il mio ego già debole.

Incontrare una persona con problemi uguali o simili ai propri e davvero una bella cosa! Sn felice tu abbia potuto parlare con questo ragazzo del rapporto che avete con il cibo..vorrei poterlo fare anche io con qualcuno .-. Anyway ti seguo e ringrazio per il bel commento cara :) Un abbraccio. Alaska.
RispondiEliminaè bello parlare con qualcuno che ti può capire davvero, lo vorrei anche io.
RispondiEliminagli altri pensano che siamo matti già...ma gli altri non sanno perchè non possono proprio capire.
Un abbraccio
S
che bel post, tenerissimo davvero.
RispondiEliminavorrei tanto conoscere una persona con cui parlare apertamente del mio problema, ma conoscerla di persona e interagirsi.
potrebbe anche essere d'aiuto, ci si potrebbe dare una mano insieme, e magari non per autodistruggersi ma per guarire.
sono proprio contenta per te! [e anche per Kevin, lui ha trovato te in fn dei conti]
bacio
Una delle mie più care e fidate amiche ha sofferto per oltre dieci anni di anoressia e bulimia. E' lei quella che all'1 di notte si sorbisce le mie palle infinite su Msn e che sopporta una dietro l'altra le sigarette che mi fumo. Lei riesce a mostrarmi ciò che io non vedo, mi apre nuovi orizzonti e patisce sulla sua pelle i tagli che io infliggo sulla mia.
RispondiEliminaColoro che hanno attraversato o attraversano questo tunnel saranno sempre le nostre più grandi ancore di salvezza.
Tieniti stretta Kevin e coltiva questa unione.
Quanto al commento che mi hai lasciato... Grazie. E' un momento così, vado a corrente alternata. Non riesco a tenermi dentro nulla, mi credi? Persino il the ho pensato di vomitare perché sentivo la pancia scoppiare. Sono tremendamente assurda. Tu ti sei sempre mantenuta su un regime di 800-900 kcal e non so proprio come tu ci sia riuscita: per me 800 kcal sono una bomba. Pensa che quando arrivo a 300 mi fucilerei... So già che tra oggi e domani non riuscirò a buttare giù nulla, perché qualsiasi cosa io porti alla bocca finisce nel tovagliolo o nel secchio. Che pena.
Confido in giorni migliori e provo a tenere duro! >__<
Un abbraccio forte!