Sono di nuovo in partenza! meno male.
Stasera vado con il mio ragazzo in Inghilterra, a Brighton. Treno fino a Londra, poi treno fino a Brigthon. Un po' di sbattimenti insomma, ma sono contenta. Devo andarci per un congresso di lavoro, dove dovrò presentare un mio articolo, poi per il resto cercherò di godermela in giro per baretti e ristorantini, sul lungomare e i piers. Il tempo sarà una merda, ho già controllato, e spero vivamente che il mio umore non ne sarà influenzato esageratamente...
Sinceramente, sono già in paranoia per la questione cibo: c'è gente che, quando viaggia, non mangia un tubo. Io, purtroppo o per fortuna, non sono affatto schizzinosa, e mangio TUTTO - fatta eccezione per carne e pesce, dato il mio vegetarianesimo. Anzi, mi piace proprio mangiare all'estero per provare cose nuove. Al tempo stesso, da quando (da quando? perso il conto) ho le ben note fisse sul cibo che mi accompagnano e m'infastidiscono, non riesco a mangiare senza sentirmi in colpa.

C'è di buono che passerò due intere giornate, dalle nove del mattino alle cinque del pomeriggio, in università per il congresso, quindi in teoria non dovrei aver problemi ad evitare cibarie di vario genere. I pranzi saranno previsti e inclusi nella quota d'iscrizione al congresso, ma, primo, più che un buffet di panini non mi aspetto, e, secondo, la gente là non mi conosce e credo potrò evitare qualunque cosa di commestibile senza essere minimamente notata. Il mio ragazzo, nel frattempo, girerà da solo a Brighton durante il giorno (vedrà molte più cose lui di me!!) e staremo insieme nel tardo pomeriggio e la sera. Sarà quindi di estrema importanza che io non mangi o quasi durante il giorno, per godermi le cene con lui in serata.
Io mi rendo perfettamente conto che questi discorsi non dovrebbero nemmeno fare capolino nel mio cervello, ma mi rendo altrettanto perfettamente, e realisticamente, conto del fatto che certi discorsi e pensieri non solo fanno capolino, ma invadono la mia vita e la mia voglia di viverla decentemente. Perciò, riduzione del danno è la parola d'ordine. Come sempre. Non penso che sia un buon consiglio, se fossi un personaggio pubblico probabilmente non andrei in giro a dire che è meglio vivere così, però per me l'amara conclusione è che non posso permettermi di far finta di essere sana, perché ogni volta che ci provo finisco in tragedia: depressione, graffi, abbuffate, vomitate, cicatrici.
Meglio prevenire che curare, anche se la prevenzione implica una reiterazione di certi comportamenti malati. Soprattutto perché il mio sottopeso non è grave da ricovero, e non penso proprio ricadrò più nell'autodistruzione estrema di qualche anno fa. Sì, credo che quest'ultima possa essere considerata una certezza. Eccheccavolo: meglio così, no? non è meglio così, anziché essere coinvolti in terapie che aiutano soltanto a breve termine? Io ho ventisette anni: voglio imparare a stare in piedi sulle mie uniche due gambe - più la terza, quella segreta, quella che gli altri non devono conoscere, perché in caso contrario ne andrebbe della mia sopravvivenza.
Buon weekend a tutti (anche se è solo giovedì). Statemi bene, vi leggo quando posso.
[Thana, i tuoi aggiornamenti non mi compaiono mai in bacheca... perché? :'( leggo quando mi ricordo e quando ritrovo il link al tuo blog, ma spesso leggo troppo tardi. Scusami! mi ficcherò in testa di controllare regolarmente se ci sono novità. Un abbraccio]