venerdì 29 giugno 2012

Feste di fine anno..


Ieri, la festa di fine anno con i miei colleghi. Tipo quattro ore di riunione con lo scopo di realizzare un planning per l'anno prossimo, poi io e altre/i ci siam messi in cucina per preparare un (ottimo, alla fine!) buffet vegetariano/vegano/solo-in-minima-parte-carnivoro :)
Ho vomitato tutto quello che ho mangiato tranne il giro dei dessert. Perché il tiramisu della mia collega era davvero buono, e poi non avevo voglia di dirigermi di nuovo verso il bagno e fare sforzi - ero anche un bel po' brilla, no, evitiamo gli eufemismi: ubriaca.
Abbiamo guardato tutti insieme la partita in giardino sull'iPad di una mia collega, abbiamo gioito un sacco per l'Italia. In effetti è stata una giornata-serata piacevole. Ero stanca, felice - però... però sempre quel gusto amaro di fondo, quell'equazione di cui non conosco il risultato ma solo i dannati termini:

mangiaremangiare
+ vomito
+ berebere tanto alcool
+ fumare tante sigarette
+ perdersi in troppe parole..
?

Musi, hai reso il blog proprio privato-privato, o accetti richieste d'invito alla lettura? Nel primo caso, rispetto la tua scelta. Nel secondo, mi farebbe piacere continuare a leggerti (il mio indirizzo e-mail è quello di Gmail da cui ti ho già scritto in passato..). Grazie, un abbraccio forte.

lunedì 25 giugno 2012

Piangere.

Per uno stupido snack al formaggio del panettiere.
Perché non si capiva quante calorie potesse contenere.
Forse anche perché avevo il ciclo e mi sentivo grassa come non mai.

Piangere.

Dopo le suddette scene (sabato), ieri (domenica) ho proposto al mio ragazzo (sì, l'ho proposto io cazzo!!) di fare la pizza. Ne abbiamo mangiata troppa. Mi sentivo male. Piangevo. Volevo vomitare. Gliel'ho detto: "Mi sento male, sono pienissima e ho una nausea pazzesca, devo vomitare se no starò male tutta la sera!" Lui mi ha convinta a non farlo. In realtà non mi ha convinta per nulla: ho scelto di star male e non vomitare per correttezza, per evitare di vomitare davanti a lui, si capisce! Gli ho detto poi che non voglio continuare a vivere così: così con quelle manie, con quell'immagine di me, con l'angoscia di dover mangiare, con il piacere di cucinare e di mangiare per poi sentirmi in colpa come se avessi ucciso qualcuno, con quell'impulso irrefrenabile verso l'autopunizione.

Quel che non gli ho detto è che domenica per tre quarti della giornata sono stata male perché sabato sera avevo bevuto una tazzona d'infuso di senna, che mi ha causato un inferno: nottata, mattinata e ore successive con l'intestino distrutto.

Quanto sono cretina.
Che bel weekend.
Che voglia d'iniziare la nuova settimana... una voglia così forte, che rimarrei a letto 24/7. Con un unico fottuto pensiero: "sono ingombrante".

mercoledì 20 giugno 2012

pezzi di cuore in giro

tornata dall'Inghilterra. ho lasciato pezzi di cuore a Brighton, come li avevo lasciati a Londra, e a Parigi, e nella mia città natale: Milano.
non ricordo quale filosofo disse "l'uomo è quel non poter restare, eppure non poter lasciare il posto". la trovo una frase bellissima, racchiude tanti di quei significati che non riesco a esprimere... forse anche perché era una frase che ripeteva sempre il mio migliore amico quando ancora vivevo in Italia. quando lui era ancora il mio migliore amico - quello che ho perso nella distanza, e nell'invidia di persone cattive che ci hanno separati lentamente ma brutalmente.
pensieri nostalgici a parte, la gita a Brighton è andata davvero per il meglio. ok, se escludiamo una litigata fatta di silenzi che ho avuto con il mio ragazzo per la solita storia che io, fisicamente, non riesco a lasciarmi andare. sono di pietra, e di ghiaccio. eppure sento, percepisco: le passeggiate per le stradine con lui, quell'ottimo ristorantino vegetariano dove sono ovviamente riuscita a vomitare la cena senza sentirmi in colpa benché il cibo fosse davvero buonissimo (ma allora, sento o non sento??), respirare iodio a pieni polmoni saltellando sui ciottoloni della spiaggia, presentare un articolo ad una conferenza super-interessante dove sono riuscita a guadagnarmi anche una discreta dose di complimenti.
non so dove vorrò vivere in futuro, non lo so proprio. non credo vorrò vivere tutta la vita nel posto dove sono ora. so però che vorrò avere lui accanto a me, e nel frattempo cerco di stare meglio che posso, in equilibrio sul solito filo del cazzo.

giovedì 14 giugno 2012

off we go

Sono di nuovo in partenza! meno male.
Stasera vado con il mio ragazzo in Inghilterra, a Brighton. Treno fino a Londra, poi treno fino a Brigthon. Un po' di sbattimenti insomma, ma sono contenta. Devo andarci per un congresso di lavoro, dove dovrò presentare un mio articolo, poi per il resto cercherò di godermela in giro per baretti e ristorantini, sul lungomare e i piers. Il tempo sarà una merda, ho già controllato, e spero vivamente che il mio umore non ne sarà influenzato esageratamente...
Sinceramente, sono già in paranoia per la questione cibo: c'è gente che, quando viaggia, non mangia un tubo. Io, purtroppo o per fortuna, non sono affatto schizzinosa, e mangio TUTTO - fatta eccezione per carne e pesce, dato il mio vegetarianesimo. Anzi, mi piace proprio mangiare all'estero per provare cose nuove. Al tempo stesso, da quando (da quando? perso il conto) ho le ben note fisse sul cibo che mi accompagnano e m'infastidiscono, non riesco a mangiare senza sentirmi in colpa.
C'è di buono che passerò due intere giornate, dalle nove del mattino alle cinque del pomeriggio, in università per il congresso, quindi in teoria non dovrei aver problemi ad evitare cibarie di vario genere. I pranzi saranno previsti e inclusi nella quota d'iscrizione al congresso, ma, primo, più che un buffet di panini non mi aspetto, e, secondo, la gente là non mi conosce e credo potrò evitare qualunque cosa di commestibile senza essere minimamente notata. Il mio ragazzo, nel frattempo, girerà da solo a Brighton durante il giorno (vedrà molte più cose lui di me!!) e staremo insieme nel tardo pomeriggio e la sera. Sarà quindi di estrema importanza che io non mangi o quasi durante il giorno, per godermi le cene con lui in serata.

Io mi rendo perfettamente conto che questi discorsi non dovrebbero nemmeno fare capolino nel mio cervello, ma mi rendo altrettanto perfettamente, e realisticamente, conto del fatto che certi discorsi e pensieri non solo fanno capolino, ma invadono la mia vita e la mia voglia di viverla decentemente. Perciò, riduzione del danno è la parola d'ordine. Come sempre. Non penso che sia un buon consiglio, se fossi un personaggio pubblico probabilmente non andrei in giro a dire che è meglio vivere così, però per me l'amara conclusione è che non posso permettermi di far finta di essere sana, perché ogni volta che ci provo finisco in tragedia: depressione, graffi, abbuffate, vomitate, cicatrici.

Meglio prevenire che curare, anche se la prevenzione implica una reiterazione di certi comportamenti malati. Soprattutto perché il mio sottopeso non è grave da ricovero, e non penso proprio ricadrò più nell'autodistruzione estrema di qualche anno fa. Sì, credo che quest'ultima possa essere considerata una certezza. Eccheccavolo: meglio così, no? non è meglio così, anziché essere coinvolti in terapie che aiutano soltanto a breve termine? Io ho ventisette anni: voglio imparare a stare in piedi sulle mie uniche due gambe - più la terza, quella segreta, quella che gli altri non devono conoscere, perché in caso contrario ne andrebbe della mia sopravvivenza.

Buon weekend a tutti (anche se è solo giovedì). Statemi bene, vi leggo quando posso.
[Thana, i tuoi aggiornamenti non mi compaiono mai in bacheca... perché? :'( leggo quando mi ricordo e quando ritrovo il link al tuo blog, ma spesso leggo troppo tardi. Scusami! mi ficcherò in testa di controllare regolarmente se ci sono novità. Un abbraccio]

giovedì 7 giugno 2012

nulla di nuovo

lavoro
lavoro
lavoro

non penso

a volte mi diverto
a volte no

fumo
poco

bevo
volentieri

mangio
poco
dimagrisco

viaggio
un po'

mi rallegro
mi rattristo
poi mi rallegro di nuovo

la vita è strana
in effetti è più fatta di piattume che di esperienze forti
e
la cosa mi disturba.