venerdì 26 novembre 2010

La vera malattia

<< La cosa più importante che ho imparato è che la preoccupazione per la dieta, la fissazione di essere magre o grasse, sono soltanto cortine fumogene. Non è questa la vera malattia. La vera malattia sta nei tuoi sentimenti verso te stessa. C'è una strana contraddizione: tutti pensano che fai tanto bene e che sei tanto brava, ma il tuo vero problema è che pensi di non esserlo abbastanza. Temi di non essere pari alle cose che ci si aspetta da te. Tu hai una sola grande paura, quella di essere come tutti, come la media, insomma non abbastanza in gamba. E questo strano modo di stare a dieta comincia con un'ansia del genere. Vuoi dimostrare che sai esercitare un dominio, che ne sei capace. La cosa singolare è che ti fa sentire contenta di te, ti convince: "Io riesco a concludere qualche cosa". Anzi: "Io riesco a fare una cosa che nessun altro sa fare" e così cominci a pensare che sei un po' meglio di tutta quella gente che guardi dall'alto in basso perché sono trascurati e golosi e non hanno autodisciplina. C'è solo un problema in questo senso di superiorità: non risolve il tuo problema, perché quello che tu veramente desideri è di essere soddisfatta di te stessa pur sentendoti felice e sana. La cosa paradossale è che ti senti in gamba perché sei malata. >>

[Hilde Bruch, La Gabbia d'Oro]


Dannazione. Ogni singola parola.

3 commenti:

  1. "La cosa paradossale è che ti senti in gamba perché sei malata."

    Davvero...

    Tutto dannatamente vero!

    Tu hai una sola grande paura:
    quella di essere come tutti

    Forse potremmo scoprire che essere come tutti non è poi così orribile, essere "normali"... Chissà - ma tanto nessuno ci riesce per volontà, è una dote innata - la normalità...

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  2. ho letto questo libro. è terribile.
    terribile nel senso che trovo ogni parola terribilmente vera.
    e fa quasi paura vedere scritti nero su bianco i tuoi pensieri più nascosti, ti senti quasi scoperta.
    "temi di non essere pari alle cose che ci si aspetta da te"
    da brivido.

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  3. "Terribile" potrebbe essere in effetti il termine giusto... un libro rivelatorio, così intimamente rivelatorio che ogni tanto penso che sarebbe meglio non venirle a sapere, certe cose riguardo il proprio io... ma chissà, forse con questi frammenti di maggiore consapevolezza riusciremo in futuro ad uscire da questo inferno... Forza a tutte noi!!

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