martedì 23 novembre 2010

Galak. Dalla colazione alla Percezione.

La colazione non si salta. Mai.
Me lo diceva sempre, la mia mamma... Ho fatto mio il suo consiglio, il suo ordine, perché uno deve imporselo se vuole perdere peso. La colazione diventa uno dei miei piccoli angoli privati, vi regna una calma sovrana, una dolce lentezza prende il sopravvento sul consueto stress, posso concedermi frammenti di quei dolci che non mi concedo mai se non a costo di vomitare.

Il Galak.
Oh, il Galak. Ha il sapore di un'infanzia, la forma del delfino che il nonno acquistava per me quando andavo in visita da lui e la nonna... quel proibito cioccolato bianco che mamma mai avrebbe permesso, perché "in casa non teniamo schifezze".
Il Galak, a colazione. Tre quadratini di quella tavoletta con riso soffiato, e quelle 90 calorie mi paiono il Paradiso. Centellinare quei tre quadratini dividendo ciascuno in due o quattro pezzetti apporta una quantità di soddisfazione libidinosa che le persone con un'alimentazione normale non potranno mai provare. Ingozzarsi cancella i sapori; la sensazione della fame provoca un piacere assimilabile all'effetto di una SoStaNZa pSiCotRoPa. . . impagabile turbinio di percezioni, amplificazione dei sensi, mentre la testa gira e il corpo sembra fluttuare in uno spazio di gravità assente. . . . [i.passanti.come.robottini.spenti...]. . . .ah, la Bellezza dell'allucinazione, nell'attesa di quei tre quadratini di Galak.

1 commento:

  1. oddio,il galak!!
    me lo comprava sempre mia nonna quando ero piccola! che poi non mi è mai piaciuto granchè il cioccolato bianco (ed io sono una gran fan del cioccolato!!!) perchè è troppo dolce per i miei gusti..però quando me lo prendeva mia nonna lo mangiavo sempre lo stesso! saranno secoli che non ne assaggio un pezzetto..
    come capisco il lento rituale del mangiare quel che ci è "concesso"..

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