Riprendo a scrivere, dopo tanto tempo. Non solo su Blogger, ma anche su carta.
Erano due anni che non lo facevo... Due anni in cui forse stavo meglio, perché come mi disse un amico: "Tu quando sei presa bene a scrivere sei presa male a vivere!". Però ho detto forse. Non mi piace piangermi addosso, ho smesso di farlo molto tempo addietro, però quell'inquietudine di fondo non se n'è mai andata.
Quell'inquietudine di fondo che mi portò ad alcuni metodi di autodistruzione, benché io li avessi sempre percepiti come il pane quotidiano che ti tiene in piedi, come la stampella senza la quale non riesco a vivere.
Vita e morte - sempre irrimediabilmente interconnesse.
Dolore e piacere - non esiste l'uno senza l'altro.
Memoria ed oblio - non si contraddicono, anzi.
Entrai in terapia piscoanalitica, ne rimasi affascinata, mi convinsi che mi stava aiutando, adoravo quella donna, era praticamente diventata il mio guru. Pensavo addirittura di scriverci la mia tesi di laurea, sui rapporti fra seghe mentali e possibilità di guarirne, ovvero sui rapporti tra filosofia e psicologia.
Poi la partenza verso l'estero, il trasferimento ad un'università straniera, la calma ritrovata grazie a questa nuova vita e forse soprattutto grazie a Lui, il mio angelo, la mia prima relazione duratura che perdura ancora adesso e che percepisco come eterna. Siamo inseparabili, ed è il primo ad amarmi davvero. Il primo a non trattarmi come un oggetto.
Le persone possono cambiare nel corso degli anni, quando crescono e fanno nuove esperienze, proprio come è successo a me. Però alcuni aspetti della mia personalità non cambieranno mai, soprattutto se essi sono parte di me sin dalla nascita - perché fanno parte del carattere di mia madre, perché ho interiorizzato il suo carattere, perché ho sofferto la sua depressione senza esserne cosciente.
La terapia mi ha senz'altro aiutata a guardarmi dentro e fare ordine nei miei disturbi, ma quello sguardo clinico su me stessa che ho assimilato mi ha anche fatto capire che in fondo con quei disturbi devo convivere. Posso solo adottare una politica di riduzione del danno...
IO SENZA CONTROLLO NON POSSO VIVERE. COME UN DIABETICO SENZA LE SUE INIEZIONI D'INSULINA. IL CONTROLLO MI DIVORA E MI UCCIDE, MA AL TEMPO STESSO MI TIENE IN PIEDI, MI RADDRIZZA IL TIMONE, EVITANDO IL SUICIDIO.
E così eccomi qua. All'estero, vivo da sola con il mio ragazzo, lontana dagli sguardi di mia madre (con la quale, tra l'altro, il rapporto è migliorato visibilmente da quando sono via... anche se durante i miei brevi ritorni in patria i nostri litigi tornano a galla), ho un ottimo posto di lavoro e per giunta all'università, sono economicamente indipendente, i miei colleghi sono persone meravigliose, vivo in una città bellissima in cui non mancano attività culturali e musicali di ogni genere né, volendo, le persone con cui condividerle. Certo, talvolta mi mancano i miei vecchi amici... ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, in questo momento storico l'Italia non è esattamente il Paese migliore dove costruirisi un futuro degno di questo nome.
'Di che mi lamento?'
Ebbene, non mi lamento. Soffro in silenzio, ma voglio rompere quest'ultimo con il ricominciare a scrivere, con questo blog. Soffro quando sono sola e mi faccio prendere da attacchi di fame nervosa. Soffro quando mi vedo costretta a vomitare. Soffro quando Lui mangia una fetta di torta di mele con gelato e panna montata e io ho rifiutato di ordinarne una porzione. Soffro quando vado al ristorante e non ho idea di quante calorie contenga ciò che sto mangiando.
Soffro quando conto le calorie ogni giorno, ma mi rendo conto che tenere un diario alimentare è la mia unica àncora di salvezza, ciò che mi tranquillizza e mi permette di pensare ad altro. Se non tenessi conto di ciò che mangio nei minimi particolari sarei ancor più ossessionata dal cibo e dal peso, quel peso che era aumentato di dieci chili durante i miei primi due anni all'estero (sarà che mi sono innamorata...) e che ora sto cercando di far scendere. E' già sceso di sette chili, ma deve scendere ancora. Deve.
Càpita che per cause di forza maggiore io non riesca a controllare quel che mangio e a determinarne il contenuto calorico. E allora solitamente possono succedere due cose: [i] m'inkazzo come una bestia e sto male e divento intrattabile e prendo un lassativo BEN SAPENDO CHE NON SERVE UN KAZZO ma mi dà l'illusione di sentirmi meglio; [ii] vomito, ma cerco di limitarlo al massimo perché dopo anni di bulimia SO CHE FA STRAMALE, fisicamente e psicologicamente - mi fa sentire più calma, mi rilassa da un lato, ma dall'altro mi fa sentire sporca, grassa, stupida, ancora più in colpa.
Il mio ragazzo sa del punto [ii] ma non me lo dice. Mi spiego. Una sera sono scoppiata a piangere, mi ha chiesto cos'avessi, gli ho confessato che ogni tanto sento ancora il bisogno di cacciarmi due dita in gola, lui mi dice "lo so". Lo sa, ma non mi dice nulla quando se ne accorge, perché sa anche che sarebbe solo peggio. E, in effetti, mi rendo conto che mi sento molto più colpevole e molto più propensa a trattenermi se so che lui sa e non mi dice nulla: se mi dicesse "smettila, non farlo, ti fa male, blablabla, ..." penso che la prenderei come una sfida e me ne fotterei bellamente.
• Nota a pié di pagina #1: DETESTO I BLOG PRO-ANA E LA GENTE CHE PENSA CHE UN DISTURBO ALIMENTARE SIA UN HOBBY CARINO E UN BUON MODO PER OTTENERE L'ATTENZIONE DEGLI ALTRI.
• Nota a pié di pagina #2: il mio blog è un po' spoglio, devo ancora capire come funzionano tante cose (sono un po' una capretta, nell'uso del computer!). Quindi mi scuso se appare noioso, cercherò di fare del mio meglio per renderlo più attraente... anche se d'altra parte non mi dispiace un po' di sano minimalismo senza fronzoli ;-)
• Nota a pié di pagina #3: seguo alcuni blog su Blogger da qualche mese, da quando ho capito che non posso fare più di tanto contro i fantasmi e le bestie che ho dentro; mi piace leggere le storie di ragazze che parlano di sensazioni e pensieri in cui mi ritrovo tantissimo. Ho aggiunto ai "blog che seguo" alcuni di questi blog, quelli che per ora mi piacciono di più, quelli in cui mi ritrovo maggiormente. Spero che anche a qualcuna di voi farà piacere seguirmi... questo è l'inizio del mio piccolo viaggio.
ciao Bianca!
RispondiEliminacaspita questa presentazione è quasi uno specchio di me stessa...o forse del futuro? ho sofferto di anoressia prima e poi bulima (quasi un passaggio obbligato...ho sbagliato ad usare il tempo verbale: soffro di bulima, purtroppo...è difficile ed anche io odio blog pro ana (non si rendono conto che tunnel sia)... credo che il mio futuro sarà questo che descrivi, senza ma e senza se... mi farebbe piacere che passassi sul mio blog...lì trovi la mia e mail, facebook...sul mio blog nn parlo realmente di me ma solo di cose belle, nn posso fare altrimenti ma è una terapia anche questa!!!
un bacione martina