Lunedì 10 gennaio.
That's the date.
Perché non serve fare buoni propositi il primo di gennaio, quando comunque le vacanze non sono ancora finite e uno si lascia andare in tutti i sensi perché l'assenza di routine fa una paura fottuta.
Quindi eccomi qui, a delineare una lista di propositi che so già sarà seguita a spezzoni e singhiozzi, ma evito di pensare alle conseguenze nefaste - per ora. Think positive:
• perdere ancora qualche chiletto, tre non sarebbero male, il numero perfetto
• non disperarsi se un giorno si ingeriscono 1300 calorie anziché le maniacalmente prefissate e troppo poche 950
• lasciar perdere il d.a. nei weekend
• non pensare solo a te stessa, cerca di renderti conto che hai un ragazzo e che se sta con te da due anni potrebbe essere soltanto un miracolo quindi non prendere la cosa sotto gamba e cerca di smussare i tuoi spigoli più aguzzi [questo proposito sarà ultramegadifficile da mantenere, ma almeno ci si prova]
• impégnati nel lavoro con speranza, dedizione e sopratutto con la consapevolezza che se ti hanno presa per fare un dottorato in questa ottima università un motivo ci sarà quindi evita di pensare sempre che sei l'ultima idiota sulla Terra perché NON è così!
• darsi dei puntelli giornalieri, dei piccoli obiettivi di lavoro o altro (tipo: mettere in ordine la scrivania, pulire la casa, ...) che diano un senso alle proprie giornate
• cercare di non sbraitare contro mamma quando si torna in patria per qualche giorno, perché ormai le sue manie hanno messo radici troppo profonde, anche dentro di te mia cara sfortunata Bianca, quindi è inutile prendersela perché ormai non c'è più nulla da fare.
Certo che concludere una lista di (in teoria buoni) propositi con un drastico "ormai non c'è più nulla da fare" non è esattamente coerente, ma tant'è.
Spero di non essere la sola ad aver stabilito propositi del genere: ragazze, questi sono anche per voi! ^^
Con affetto.
Bianca
* ~ * ~ * ~ * ~ * ~ * ~ *
: : aGGiORNaMeNto : :
Rileggo questi stupidi propositi.
Mi rendo conto della contraddittorietà che li lega tra loro.
Conclusione: probabilmente non ho alcuna intenzione di mantenerli?
Osservazione: leggo libri su libri, ora sono presa da un manuale di auto-aiuto, come lo chiama l'autore, ma mentre leggo percepisco una distanza incredibile fra me e il contenuto del libro, che si traspone nel divario, oserei dire nel baratro, tra quel-che-dovrei-fare e quel-che-voglio-davvero.
Ebbene, non so se io voglia guarire da questa voglia di sottopeso, da questo terrore della taglia in più, dall'inebriante emozione che mi regala l'ago della bilancia quando scende, da questo isolamento sociale tanto triste quanto utile a nascondermi dalle mie paure. [O invece a farle crescere, queste paure?]
Credo di dover ripetere anche qui l'asserzione, ferma e convinta, che si reitera nel mio cervellino malato ogni giorno di più, sempre di nuovo, e che ripeto alle persone che vogliono starmi accanto, quasi volessi 'metterle in guardia':
Un disordine alimentare è qualcosa che ti porterai dentro tutta la vita. Quel che chiamiamo 'malattia' e 'guarigione' da esso sono entrambe percezioni mentali, al di là di ogni miglioramento o peggioramento fisico che possa presentarsi. Il momento in cui percepisci di essere stata attaccata dalla Bestia è un guizzo di consapevolezza, mentre in realtà lei è dentro di te da tempo, probabilmente, inconsciamente. Non credo esista guarigione totale, ma solo potenti sedativi che facciano dormire la Bestia il più a lungo possibile.
Un disordine alimentare è qualcosa che ti porterai dentro tutta la vita. Quel che chiamiamo 'malattia' e 'guarigione' da esso sono entrambe percezioni mentali, al di là di ogni miglioramento o peggioramento fisico che possa presentarsi. Il momento in cui percepisci di essere stata attaccata dalla Bestia è un guizzo di consapevolezza, mentre in realtà lei è dentro di te da tempo, probabilmente, inconsciamente. Non credo esista guarigione totale, ma solo potenti sedativi che facciano dormire la Bestia il più a lungo possibile.
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