Ieri sera in tv c'era un documentario su Kate Moss.
All'inizio ho pensato "no way, mi guardo un film sul computer", poi però la curiosità e la voglia di polemica hanno preso il sopravvento (ho un caratteraccio...) e così ho speso quell'oretta osservando, commentando, scuotendo la testa... ne è nato un flusso di pensieri che vorrei condividere con voi.
Innanzitutto: il documentario era su Kate Moss, ma la diretta interessata non appariva MAI. Com'è possibile?!? O meglio: apparivano le sue foto da riviste patinate, ma per il resto il 'documentario' era un collage di interviste a fotografi, giornalisti, checche isteriche del mondo della moda - NIENTE contro gli omosessuali, ho molti amici gay e mi diverto persino a frequentare gay-bars, ma le cazzate superficiali che questa gente sparava fanno sì che io non riesca a trattenermi nell'utilizzo del suddetto nomignolo 'checche isteriche'. Ne dicono di tutti i colori, osannano Kate Moss come una dea, ne elogiano il carattere e l'intraprendenza, la chiamano "l'icona di un'intera generazione".
Icona. Termine che merita una digressione. Digressione interessante fornita dall'unica persona intelligente intervistata in quel documentario, un giornalista tedesco che afferma: "Nel processo del diventare un'icona, la persona stessa che diventa un'icona non gioca praticamente alcun ruolo. Se diventi un'icona, è perché qualcuno ti fa diventare tale."
Ebbene, forse niente di più vero. Che sia per questo motivo, che nel documentario Kate Moss non aveva voce alcuna? Voglio dire, a me piacciono i documentari, ne ho visti a bizzeffe, e credetemi: vi sono sempre interviste alla persona interessata! Se no che documentario è? Be', fatto sta che Kate Moss non si vedeva - se non nelle suddette foto patinate.
E poi diamine, la contraddittorietà del tono: ne parlavano come avesse rivoluzionato il mondo, mentre su certe cose sorvolavano come fosse la normalità. Esempi:
• "il suo corpo magro è un modello rivoluzionario" - ah, perché, Twiggy negli anni '60 non aveva già rappresentato lo stesso identico modello, trent'anni prima?
• "inizia la sua carriera a 14 anni, blablabla..." - no, fermi un attimo, ecco, prima di passare al blablabla. Su questo nessuno dice nulla. Questo viene esposto come un fatto normale. Che la fanciulla, alla tenera età di 14 anni, stesse già posando nuda di fronte a questo o quell'altro fotografo di moda. Non so, se mia figlia a 14 anni venisse a dirmi "mamma, voglio fare la modella" inizieri col tirarle un ceffone, poi mi chiederei ossessivamente dovehosbagliatodovehosbagliatodovehosbagliato, poi cercherei di comprendere ulteriormente la situazione... ma certamente lei a 14 anni non entrerebbe nello studio di chissàchi a farsi ritrarre senza vestiti per far crescere il fatturato di qualche bavoso imprenditore di quel mondo malato che è la moda.
Eh va be', dai, magari i genitori di Kate non erano molto presenti.
Sarò bacchettona, ma non è neanche questione di essere bacchettoni. E' questione di rendersi conto che certi modelli non vanno bene! Stavolta è Kate Moss, un'altra volta è qualcun altro. Il problema è che nessuno parla di altre cose, persone, fatti. Concentriamoci sulle doti (!?) di Kate Moss, e dimentichiamoci
di Isabel Caro, morta nel silenzio e nell'omertà;
della madre di Isabelle Caro, morta suicida qualche giorno fa;
delle 'taglie uniche' discriminatorie delle t-shirts di alcuni negozietti fashion per ragazzine, magliettine così minute che già solo se hai una 42 non ci entri;
della normalità del mondo, che certo non è composto per la maggior parte da modelle anoressiche;
della normalità delle modelle stesse, che non sono supereroi, ma Persone Normali in balìa di spietati aguzzini.
A livello molto superficiale, proporrei di riflettere anche su queste foto che ho sparso in questo post. Nulla di nuovo, ormai siamo abituati a vedere dappertutto gli scatti rubati a Britney Spears senza trucco o a Leonardo Di Caprio in pantofole. Le propongo soltanto a mo' di promemoria e di esempio, per ricordarci
che anche le modelle prima o poi sfigurano,
che anche loro possono avere un po' di panza,
che il loro stile di vita NON è NORMALE e che tale stile di vita le porta a dimostrare 50 anni quando manco ne hanno 40.
Con Photoshop siamo belli tutti.
Non so bene cosa voglio concludere con questo sproloquio, ma in fondo un blog è fatto anche di sproloqui, di sfoghi senza troppo senso, di spunti di riflessione che nascono dal caos.
Se siete arrivate fin qui, grazie per l'attenzione :-)





Anzitutto complimenti per il nuovo template, mi piace la scelta di questa luce al posto della vecchia oscurita'!
RispondiEliminaNon sei certo una che va per il sottile tu, vero?
Bene, mi piacciono le persone dirette e senza troppi peli sulla lingua!
Il tuo post è spunto di svariate riflessioni, ti lascio quelle principali che ho maturato.
1: gli stilisti sono un branco di assassini ( da cui si salva qualche piu' unica che rara eccezione) che uccidono in nome del denaro.
Il fine è accentrare l'attenzione sul vestito, ed il mezzo è far sparire la modella tra le sue pieghe, in modo che il prodotto non venga offuscato dalla bellezza femminile, comprensiva delle sue forme.
Vale per gay ed eterosessuali, anche se i primi, a maggior ragione, non hanno alcun motivo per esaltare la bellezza di una donna.
2: il documentario a cui hai assistito è una componente di quel giornalismo asservito al mondo della moda, il che spiega la sola presenza di immagini patinate di Kate, per non lasciar trapelare il sudiciume di cui tale ambiente è permeato.
Non dimentichiamo che la magrezza di Kate deriva prima di tutto dall'abuso di sostanze stupefacenti.
Per contro, esiste anche un giornalismo che non si fa scrupolo di mandare in onda un video di Kate mentre sniffa cocaina, celando la voglia di sensazionalismo dietro al paventato amore per la verita'.
Sono due forme diverse di comunicazione, ma una cosa in comune ce l'hanno: il mio disprezzo.
3: Isabelle, il suo dramma, la madre suicida...se si conosce bene la storia di Isabelle, è risaputo che la moda non ha avuto alcun ruolo nello sviluppo della sua malattia.
Tra l'altro, a differenza di quanto si creda, la professione principale di Isabelle non era nemmeno quella di modella, ma di attrice teatrale.
Certo è che la campagna di Toscani, in nome di una battaglia per una giusta causa, ha finito per speculare sulla malattia di questa povera ragazza...quindi anche in questo caso, è ancora la moda a fare da killer...se non altro nella mazzata finale...
Isabelle non si sarebbe ammalata se sua madre non l'avesse costretta ad un'infanzia da incubo.
Quando ho saputo del suicidio dopo la morte della figlia, sono rimasta sconvolta, ma ancora adesso, nonostante tutti i problemi di cui lei stessa ha sofferto, per arrivare a privare la figlia della sua liberta', ancora non ce la faccio a provare pieta' per lei...
Scusa se sono passata un po' di palo in frasca, ma ripeto che le considerazioni sono davvero tante, e a mantenere lo stesso filo dall'inizio alla fine non sono mai stata brava!
Un abbraccio e grazie anche per il tuo commento...ascoltato o inascoltato che sia il consiglio, non sono mai parole sprecate, te l'assicuro!
Dony
ma.io.ti.osanno.
RispondiEliminaroba che mi piscio addosso dal ridere.
almeno qualcuno che non parla de stà Kate come se fosse Dio.
Viva la polemica, sono con te.
Adieu.
Cara Bianca grazie del tuo commento, sono venuta a vedermi il tuo post e bisogna solo darti ragione - tranne che sullo "schiaffo".. quello (a meno che non scappi in caso di in crisi di nervi) per me non è mai accettabile, ma su tutte le tue osservazioni: altro che sfogo senza senso! non solo ha senso, ma secondo me è molto utile perché le sciocchezze che si sentono ovunque sono ormai il principale nutrimento di cervelli infatti denutriti, che diventano sempre più acritici. Riversare nella rete qualche pensiero PENSATO e fatto ad occhi aperti è quanto di più urgente. Sul discorso dell' "icona".. al di là di tutto bisogna rendersi conto della tragedia implicita nel fatto che ormai le icone (anziché essere scrittrici, scienziate, eroine), siano queste. Se questo tipo di persona (non impegnata in niente, infelice e dipendente) diventa il massimo modello di una generazione, in che modo si può sperare che i ragazzi riescano a realizzare se stessi?
RispondiEliminaCiao. Stavo passando tra i blog ed eccomi sul tuo. Quello che hai detto mi hacolpito:dimostra che sei una perssonaintelligente e con spirito d'osservazione. Hai scritto benissimo e condivido tutto. Un abbraccio :)
RispondiEliminasempre riflessioni interessanti!
RispondiEliminami piace la tua voglia di polemica! :)
comunque,che dire? hai detto bene o male tutto te, non posso che essere d'accordo con ciò che hai scritto. parlando per me,non sono mai stata interessata alla moda o a tutto ciò che vi gira intorno. nel modo più assoluto. ma chiaramente,volente o nolente, è ovunque e non puoi non essere bombardato dai messaggi assurdi che vogliono mandare e dalle assurdità che propongono. kate moss come icona. che non ci sia erta lei,ad icona,non lo metto in dubbio. ma mi chiedo anche per quale motivo qualcuno abbia sentito la necessità di presentarla come un'icona. icona di cosa,per cosa? per lo stile,la bellezza,la magrezza? non lo so. sinceramente a me non sembra che abbia nessuna qualità per cui debba essere considerata un'icona. ma non perchè ho qualcosa contro di lei in particolare,potrei dire la stessa cosa delle altre centinaia di celebrità presentate come icone. lo trovo così sbagliato,così vuoto. mi chiedo perchè non si possa considerare icona qualcuno con un pò più di sostanza,qualcuno che sia un'icona non per come veste o per l'aspetto,ma per qualcosa di un pochino più sostanzioso,sai..
non lo so,guarda. probabilmente sto solo divagando senza senso. ma il mondo della moda lo trovo tutto enormemente malsano. è sbagliato fare di tutta l'erba un fascio,lo so, ma non posso fare a meno di schifarlo in toto. limite mio,porbabilmente. ma sai,vivo benissimo lo stesso. mi dispiace solo che ci sia gente che invece non potrebbe vivere senza.
continua con gli sproloqui,se sono sempre così! :)
un bacione
Ragazze,
RispondiEliminaGrazie per tutte queste reazioni. Sono contenta di vedere che in molte di voi riesce a risvegliarsi una voglia di dibattito e di riflessione sul mondo che ahimè troppo spesso manca oggi, soprattutto nelle giovani generazioni...
Per non parlare di tutti quei blog [ECCOLA! ecco la vena polemica che torna ad impossessarsi della mia anima... ghghgh] che non fanno altro che osannare le modelle per le loro gran virtù (!?), magari con preghiere alla dea Ana in sottofondo. Ebbene, questi blog hanno spesso molti lettori. Triste.
Chiariamo, quando parlo di influenza dei media sull'ideale di bellezza che costruiamo nel nostro cervellino, io non mi tiro fuori dal discorso: so benissimo di averlo in testa anch'io, quell'ideale di bellezza. Mi piacciono i corpi magri, supermagri. Ce l'ho anch'io una foto (mooolto probabilmentesicuramente photoshoppata) di Alessandra Ambrosio in cima al blog - per lo meno lei non è anoressica ;-)
... insomma, non è che io sia una sorta di dio super partes che guarda il mondo dall'esterno, perché in questo mondo storto ci vivo anch'io e come tutti ne sono irrimediabilmente influenzata.
Il senso di tutto questo è semplicemente: RifLeTTiaMo.
Noto con piacere che con voi ci si riesce. Evviva! :D
Rispondo telegraficamente a Dony su due cosine:
- layout del blog; yes, ero stufa di quel nero!! il bianco con i petali di rosa mi sembra più carino :-))
- Isabel Caro; conosco la sua storia, e infatti quel che mi fa sempre rabbia quando penso a lei è, in primis, proprio Oliviero Toscani. C'è chi apprezza la campagna Nolita, chi no. Io sinceramente appartengo al Chi No...
La madre, poi, è la prova provata del fatto che i genitori hanno MOLTO SPESSO un ruolo DETERMINANTE nel causare un disturbo alimentare [vedi post precedente sul documentario del TG1]. Ma al tempo stesso, ritengo che mentre è carnefice sia anche vittima, poiché - e qui parlo per esperienza personale, lo vedo su MIA madre - anche le follie maniacali di una madre dipendono da chissà quali dinamiche psicologiche e/o familiari....alle quali si ha diritto di fare una colpa, ma forse non completamente...
Un abbraccio a tutte, e grazie per aver dato voce alle vostre idee!
Adoro le persone bacchettone come te! Scherzi a parte, si confonde il pensiero critico con il bigottismo, perchè la parola "pudore" viene vista come un retaggio di cultura cristiana patetica, mentre non sarebbe male restaurarla visti i tempi che corrono! Beata te che non sei in Italia in questo tempo di vergogna, IO MI VERGOGNO e mi fa pena e disgusto quello che vedo e sento in tv... Siamo a volte così prese dallo schifare la nostra immagine allo specchio che non vediamo l'orrore ben peggiore che c'è all'esterno! E no che non è normale voler fare la modella a 14 anni!!
RispondiEliminaKate Moss è propriamente un'icona nel senso da te messo in luce cioè corpo afasico, impermeabile, totalmente soggetto al lucro e all'idolatria, autosignificante allo stremo.
Grottesche contraddizioni della moda e dell'anoressia inneggiata e poi bisbigliata con timore di chi non ne vuole sapere, oppure ciarlata a vanvera come fenomeno "icona" di una generazione di ragazze e non, che hanno perso ogni appiglio sulla realtà e per cui una manciata di calorie ha più valore di un massacro civile.
P.s. grazie per il premio, ma di solito non faccio catene un pò perchè sono pigra e un pò perchè preferisco dimostrare la mia stima in altro modo.
Un abbraccio,
M.