giovedì 8 settembre 2011

"Before and After": something we should remember...

Di tanto in tanto continuo a leggere The Love Yourself Challenge, oggi vi ho trovato qualcosa che dovremmo tener bene a mente, qualcosa che spero provochi in voi lo stesso crogiuolo di reazioni, emozioni e voglia di Ribellione e di Vita che ha provocato in me.

lunedì 5 settembre 2011

un Grazie sincero

Buon inizio settimana!
Come sta andando...?
In realtà oggi non so bene cosa scrivere, ho voluto essere più presente qua e là sui vostri blog per commentare le vostre avventure e per quanto riguarda me... sparerò un paio di racconti/riflessioni random :-)

Innanzitutto, prima che mi dimentichi, tenevo a ringraziare tutte voi per aver commentato numerose il mio post precedente: fa davvero piacere, e lo dico davvero - di proposito ripeto 'davvero' due volte, ghgh.
Se non usiamo Internet per generare dialoghi e discussioni, be'... cosa lo usiamo a fare?? Mi piace l'idea di poter pubblicare, commentare, rispondere, generare discussioni (detto così sembra roba da troll - lungi da me!!) e riflessioni. Cosa che senza di voi non potrei mai fare, quindi ancora Grazie per l'affettuosa partecipazione!

Lo scorso weekend è stato bello pieno, e in quanto tale appagante e anche piuttosto sereno.
• Sabato ad Anversa con il mio ragazzo B. e suo fratello, a gironzolare per la città. Stavolta - grazie al cielo! - non mi sono lasciata tentare dai negozi di abbigliamento e scarpe; in compenso la coppietta maniaca di cucina quale siamo ha acquistato due ottime pentole superfighe in supersconto, che se non fossero state in supersconto non ci saremmo mai potuti permettere.
• Domenica, cioè ieri, ho passato la giornata in un parco divertimenti in Olanda, assieme a B. e tre suoi fratello+sorelle, una delle quali ha appunto avuto l'idea di tale gita come sorpresa di compleanno per B. ...mi sono divertita come una bambina!! La mia ultima volta a Gardaland fu circa 15 anni fa, quindi potete immaginarvi com'ero felice di salire su ottovolanti, trenini superveloci e simulatori di volo. Una bella botta d'adrenalina che fa bene allo spirito.

Sul fronte cibo, mi sento proprio strana. Ovvero, continuo il mio regime a mille calorie di massima, conto queste ultime ogni giorno più volte al giorno, pesando quel che cucino e mangio, mettendo in atto il solito studio comparativo delle tabelle nutrizionali ogni volta che vado a far la spesa... insomma, nulla di nuovo. Il peso scende, lo so perché mi peso regolarmente ma non ossessivamente, e nel complesso sono tranquilla e piuttosto serena - proprio come l'appena trascorso weekend.
Ora, quel che mi pare strano è la discrepanza tra:
[i] il fatto che io da un lato abbia ricominciato da circa un mese ad 'affamarmi' (=ufficialmente, dato che ingerisco la metà del mio fabbisogno calorico giornaliero ed eppure non ho tutta 'sta fame, anzi), a contare ogni caloria, a rifiutare cibi per me troppo calorici, con la conseguenza che il peso cala che è una meraviglia; e
[ii] l'inspiegabile tranquillità, dall'altro lato, con cui sembro riuscire a vivere in questo periodo. Niente skleri, niente litigate con il mio ragazzo, niente vomito (!!!), niente lassativi, ... niente.
Insomma, mi parrebbe di star bene se non fosse che seguo un regime alimentare non proprio ortodosso e che m'inkazzo alquanto se non riesco a controllare e se mangio fuori dal limite per più di tre giorni di fila. In altre parole, non sono molto contenta di essere contenta di riuscire a mantenere un regime malato e maniacale: preferirei di gran lunga essere contenta di stare bene mangiando come una persona normale, senza contare le calorie, senza pensare troppo. Invece ancora non ci riesco.

Chissà.
Spero di poter presto leggere buone notizie anche da parte vostra, perché vedo che spesso non va come dovrebbe andare... e non dimenticate di creare un nuovo post quando le cose vanno meglio, scrivete anche quando siete felici, scrivete, perché può essere d'aiuto a chi ne ha bisogno.

Con affetto

venerdì 2 settembre 2011

ça va

Oui, ça va.
Sembra che le cose vadano, in quest'ultimo periodo.
Paranoie saltuarie a parte, nostalgie per patria e famiglia a parte...

mica facile, vivere all'estero.

Lo accennavo in un commento a un mio recente post (due post fa, Buondì, lunedì.). Spiegavo, con un esempio relativo al fare shopping ad Anversa, che tutto è relativo a dove ci si trova, a cosa si fa nella vita, a come ci si sente nei riguardi di se stessi.
Thana diceva:

La tua vita è così splendida raccontata da laggiù [...] Quante persone possono prendere il treno per fare shopping ad Anversa? (:

Io ho dato questa risposta (senza nulla togliere ad Anversa!):

Quante persone in Belgio possono prendere il treno per fare shopping a Milano? :-)
Vedi, è tutto relativo a chi sei, dove sei, e perché sei in quel posto.

Io amo la mia Milano, e mi manca.
Amo i miei nonni, e mi mancano.
Amo il buon cibo e il buon gusto nel vestire, e qui mi mancano.
Mentre per qualcun altro è uno scempio e motivo d'idolatria nei confronti del"L'ESTERO" il fatto che non esistesse Starbucks in Italia [non ho mai capito questi piagnistei, quando tutto il mondo c'invidia il caffè, ma pazienza - era solo un esempio]...

Ho riportato il 'dialogo' per intero perché penso che generalmente parlando si leggano più e meglio post che commenti, e anche perché tenevo a riprendere il discorso. Anche se in realtà non so come continuarlo, 'sto discorso... mah, lo lascio aperto come spunto di riflessione.
Quel che vorrei dire è che 'cambiare aria' in momenti di crisi fa certamente bene - pongo l'accento su questo poiché molte di voi fanno spesso riferimento al sogno di andare a vivere all'estero, dovunque sia il vostro estero preferito. Dicevo, cambiare aria fa bene ma non farà mai abbastanza finché non siamo a posto con noi stessi. Esattamente come non possiamo Amare Davvero un'altra persona finché non amiamo noi stessi [perché noi siamo l'Altro, in fondo, e l'Altro ci rispecchia... scusate la pippa filosofica], non possiamo far nostro un altro posto se l'Armonia non viene trovata innanzitutto dentro di noi. Credo.

Insomma, talvolta è più difficile restare che partire.
[A me i tatuaggi non piacciono, ma se dovessi ipoteticamente (irrealisticamente) farmene uno, la frase che ho appena scritto ed evidenziato sarebbe forse la candidata numero uno.]
L'ha precisato anche Dony in uno dei suoi ultimi post, se non proprio l'ultimo. Ah, Dony! Se non avessi rimosso il blog!! e Dony, quanto avrei voluto sottoscrivere quella riflessione in un commento, comunicarti Quanto ti capisco, quanto io sia d'accordo sul fatto che talvolta partire è più codardo che restare...

E voi, che ne pensate?
Non dovete rispondere, eh. Vi lancio questa riflessione, così. E vi auguro un sereno weekend. A me aspetta un'altra gita ad Anversa (sabato, stavolta con il mio ragazzo) e una domenica al parco di divertimenti Efteling in Olanda :-)

Con affetto,
vostra
Bianca