Ho scovato questo video/audio divorando le pagine di un blog che forse vale la pena inserire nei preferiti:
Ringrazio Musidora che mi ha indirettamente permesso di scoprire questo blog.
Ci sono un paio di cose che 'ovviamente' non condivido, ma che ahimé fanno parte di una certa 'cultura' nordamericana - mi riferisco all'ossessione religiosa à la Joan Osborne ["yeah yeah God is great/ yeah yeah God is good"], che a mio parere sminuisce di molto ciò che un essere umano con le sue umane potenzialità può raggiungere. Ovviamente Rae [la ragazza canadese del blog in questione] è libera di credere in qualunque dio vuole e di amare Jesus quanto vuole, ma la mia vena polemica [mannaggia a me!!] tiene molto a sottolineare che uscire da un disturbo alimentare dipende solo da noi stessi/e in quanto esseri umani. Che poi uno/a si pianga addosso costantemente [come faccio io] e pensi che sia 'il destino' o chissà quale altra forza sovrannaturale ad averci fatto scendere in cotanta merda... be', questo è il sentimento prevalente, ma - a mio modesto parere - non ciò che rispecchia l'origine della Maledetta Malattia. Io insisto perciò nel combattere per una presa di consapevolezza delle cause reali della malattia, e nelle potenzialità concrete che ognuno/a di noi ha.
Certo, se poi credere in un dio aiuta, ben venga. Però il messaggio positivo che mi viene da lasciare è...
Dio o meno, ce la possiamo fare. Magari non oggi, forse neanche domani, ma prima o poi diamine sì!
In ogni caso, il blog di Rae vale la pena perché insiste su quanto è importante aprire gli occhi sui noi stessi, al di là del mondo circostante che ci vorrebbe fatti con lo stampino - possibilmente uno stampino size zero. Infine, quel che mi piace particolarmente e sicuramente dell'approccio di Rae è il suo aspetto rivoluzionario - come lo definisce lei stessa:
" It’s time to surrender to something new and healthy, it’s called self-love and self-acceptance and it is revolutionary. "
:-)
" It’s time to surrender to something new and healthy, it’s called self-love and self-acceptance and it is revolutionary. "
:-)
"Dio o meno, ce la possiamo fare. Magari non oggi, forse neanche domani, ma prima o poi diamine sì!"
RispondiEliminaDiamine quoto!!!:D
Sono contenta di averti fatto scoprire questo blog, avevo intenzione di aprire un post dove segnalarlo meglio, mi hai anticipato! In un certo senso è vero è molto 'americaneggiante' questa mentalità, però è vero che esprime messaggi chiari e diretti scardinando con creatività quelli che sono gli imperativi ossessivi del disturbo.
Forse è un pò estremista questa visione di amore del corpo, (così come è estremista la filosofia pro-Ana di odio del corpo!) nel senso che mi sembra un pò irrealistica questa concezione di sé che sprizza gioia, non viviamo nel mondo dei puffi... Siamo esseri umani e in un modo o nell'altro veniamo sempre alle mani con la nostra identità, non so se mi spiego...
Quanto amore c'è nella parola rivoluzione?
RispondiEliminaSolo in base a questa domanda ha senso portarne avanti una.
Ciao cara, le immagini di profilo nel blog sono di Charmaine Olivia, anche a me piacciono un sacco! ^-^
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