Oui, ça va.
Sembra che le cose vadano, in quest'ultimo periodo.
Paranoie saltuarie a parte, nostalgie per patria e famiglia a parte...
mica facile, vivere all'estero.
Lo accennavo in un commento a un mio recente post (due post fa, Buondì, lunedì.). Spiegavo, con un esempio relativo al fare shopping ad Anversa, che tutto è relativo a dove ci si trova, a cosa si fa nella vita, a come ci si sente nei riguardi di se stessi.
Thana diceva:
La tua vita è così splendida raccontata da laggiù [...] Quante persone possono prendere il treno per fare shopping ad Anversa? (:
Io ho dato questa risposta (senza nulla togliere ad Anversa!):
Quante persone in Belgio possono prendere il treno per fare shopping a Milano? :-)
Vedi, è tutto relativo a chi sei, dove sei, e perché sei in quel posto.
Io amo la mia Milano, e mi manca.
Amo i miei nonni, e mi mancano.
Amo il buon cibo e il buon gusto nel vestire, e qui mi mancano.
Mentre per qualcun altro è uno scempio e motivo d'idolatria nei confronti del"L'ESTERO" il fatto che non esistesse Starbucks in Italia [non ho mai capito questi piagnistei, quando tutto il mondo c'invidia il caffè, ma pazienza - era solo un esempio]...
Vedi, è tutto relativo a chi sei, dove sei, e perché sei in quel posto.
Io amo la mia Milano, e mi manca.
Amo i miei nonni, e mi mancano.
Amo il buon cibo e il buon gusto nel vestire, e qui mi mancano.
Mentre per qualcun altro è uno scempio e motivo d'idolatria nei confronti del"L'ESTERO" il fatto che non esistesse Starbucks in Italia [non ho mai capito questi piagnistei, quando tutto il mondo c'invidia il caffè, ma pazienza - era solo un esempio]...
Ho riportato il 'dialogo' per intero perché penso che generalmente parlando si leggano più e meglio post che commenti, e anche perché tenevo a riprendere il discorso. Anche se in realtà non so come continuarlo, 'sto discorso... mah, lo lascio aperto come spunto di riflessione.
Quel che vorrei dire è che 'cambiare aria' in momenti di crisi fa certamente bene - pongo l'accento su questo poiché molte di voi fanno spesso riferimento al sogno di andare a vivere all'estero, dovunque sia il vostro estero preferito. Dicevo, cambiare aria fa bene ma non farà mai abbastanza finché non siamo a posto con noi stessi. Esattamente come non possiamo Amare Davvero un'altra persona finché non amiamo noi stessi [perché noi siamo l'Altro, in fondo, e l'Altro ci rispecchia... scusate la pippa filosofica], non possiamo far nostro un altro posto se l'Armonia non viene trovata innanzitutto dentro di noi. Credo.
Insomma, talvolta è più difficile restare che partire.
[A me i tatuaggi non piacciono, ma se dovessi ipoteticamente (irrealisticamente) farmene uno, la frase che ho appena scritto ed evidenziato sarebbe forse la candidata numero uno.]
L'ha precisato anche Dony in uno dei suoi ultimi post, se non proprio l'ultimo. Ah, Dony! Se non avessi rimosso il blog!! e Dony, quanto avrei voluto sottoscrivere quella riflessione in un commento, comunicarti Quanto ti capisco, quanto io sia d'accordo sul fatto che talvolta partire è più codardo che restare...
E voi, che ne pensate?
Non dovete rispondere, eh. Vi lancio questa riflessione, così. E vi auguro un sereno weekend. A me aspetta un'altra gita ad Anversa (sabato, stavolta con il mio ragazzo) e una domenica al parco di divertimenti Efteling in Olanda :-)
Con affetto,
vostra
Bianca
Sono d'accordo con te quando dici ke cambiare aria fa bene ma ke se nn si è apposto con se stessi, dovunque vai dovrai lo stesso affrontare te stessa. Stanotte parto per la francia...9 mesi di lontananza dai posti in cui sono cresciuta e dalle persone che amo...ma tutti i problemi che ho purtroppo non li lascio qua, ma sn costretta a portarli con me. Quindi sì, finchè non starò bene con me stessa, ovunque io vada sarà così.
RispondiEliminaTi appoggio anke quando dici ke nn capisci xkè tutti si lamentano x la mancanza di starbuck's in italia, quando starbuck's è nato prpr xk gli americani volevano il caffè buono cm il nostro...bah!
Un bacio!
Ciao cara!!!io sono d'accordissimo con te...A me è stata offerta 2 volte la possibilità di andare all'estero...per la tesi di laurea e ora per quella di dottorato, ma entrambe le volte ho detto no ( anche se mi sarebbe piaciuto molto fare questa esperienza ). Io ho scelto di andare lontanto da casa più di 1000 km, e nonostante sia in Italia spesso mi manca la mia terra, il cibo, l'affetto delle persone, ma anche le cose negative, il casino, il modo un pò assurdo ma simpatico di fare della mia tanto amata gente. Pensavo che scappando avrei potuto fare quello che volevo, essere libera dal controllo dei miei genitori, non dovermi sempre confrontare con mia sorella...e invece...ho finito per perdere io stessa il controllo...per ingrassare fino a prendere 25 kg (alcuni sicuramente ci volevano, ma non più di 12-13) e soprattutto a stare sempre con la testa li. Anche io credo di essere fuggita semplicemnte perchè era più semplice...Però alla fine credo sia stata la prima volta che ho dovuto affrontare tutto ma proprio tutto da sola!!!Sono certa che questo varrà anche per te!!!Ti abbraccio super forte!!!Spero di sentirti presto...Buon weekend!!!
RispondiEliminaAnche a me colpì molto quella frase e pensandoci bene, non posso che essere pienamente d'accordo. Io sogno da anni di andarmene all'estero, so già dove ... ci ho pensato a lungo e so bene che non si tratta di fuggire, ma di ricominciare da zero. Poi però allo stesso tempo c'è quel qualcosa che mi blocca, ovvero gli affetti, i miei unici affetti e il pensiero di me stessa così lontana da casa, in balìa del mio DCA non è il massimo. Ho ancora tempo per pensare, (minimo 3 anni!) e spero di riuscire a far un po' più di chiarezza nel mio cervelletto ... Grazie per il post, mi piacerebbe "conoscere" qualcosa in più su questa tua esperienza :)
RispondiEliminaUn bacio.
Aaaaah dimenticavo! Io ODIO Starbucks e qualsiasi altra catena di fast-food dove servono pseudo-cibo disgustoso!!!
RispondiEliminadevi essere forte. vedrai che la nostagia di casa passerà presto se impieghi bene il tuo tempo.
RispondiElimina(L)
sono assolutamente d'accordo con te. è più facile restare che partire.come spesso è più facile restare in una brutta situazione che cambiarla... cambiare fa paura...e costa degli sforzi!!! E infatti rifletti su quanto sei stata coraggiosa e continui ad essere forte! !!! ricordatelo sempre!!! ricordati chi sei e come sei!
RispondiEliminaps milan l'è un gran milan... su questo non ci sono dubbi! :)
ti abbraccio stretta!!!
Concordo con quello che hai scritto...
RispondiEliminaIn ogni posto in cui andiamo lasciamo un pezzetto di noi stesse, ed è ovvio sentirne poi la nostalgia... Ed è comunque molto vero che è più difficile restare che partire.
Anche io avevo il sogno di andarmene, ma ho sempre saputo che “non è cambiando cielo che si cambia anima”, e me ne sono andata accettando dolorosamente questo punto imprescindibile. E infatti, credimi, vedere il cielo da un’altra prospettiva ha lo straordinario potere di non avere potere, perché la testa resta la stessa. Proust scriveva: “un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi”. Io sono in una terra nuova con gli occhi di ieri. Fuggire è molto diverso da costruire.
E tutto quello che non ho fatto e che mi auguro di riuscire a fare da ora in poi è di farmi un viaggio qui, nel presente, adesso. Perché forse il viaggio di scoperta più difficile che possa mai fare un essere umano è riuscire a stare fermo dove sta, nella vita che ha, e non darla per scontata, per saputa.
Sono d'accordissimissimo!
RispondiEliminaCambiare aria fa bene,ma non farà mai abbastanza finché non siamo a posto con noi stessi!
Io non ho tutto questo desiderio di andarmene all'estero, Amo l'Italia e il mio "sogno" è quello di trasferirmi in Toscana. (Io abito in Piemonte).
Diciamo che avevo provato a scappare;) ..ma poi sono tornata. Ora metto un attimo a posto me .. e poi volo via =)
P.s ci credi che io nn ho mai assaggiato niente di Starbucks^^'
P.p.s Ma qualcuno ha notizie di Dona??
ça va
RispondiElimina'scusate la pippa filosofica'
RispondiEliminaNon scusarti affatto! Le pippe filosofiche sono quelle che ci permettono di distinguerci dall'anonimato del (non)pensiero qualunque.
Infatti io ho appena aperto un blog solo di pippe filosofiche noiosissime per i più, ma che a me servono come non mai per esercitare un potere di resistenza che è sempre più debole.
Talvolta è più difficile partire che restare, ma io non trovo neppure inveritiero il contrario. Quante volte ho rinunciato a 'partire' perché significava correre dei rischi, e i rischi si sa che mettono alla prova chi siamo. Io sono perché rischio. E anche il pensiero, come ben sai, è un rischio. Partire significa in origine dividere in parti, ma se noi siamo già interiormente divise la questione si complica, ci facciamo in mille pezzi nella necessaria partenza, smembramento, e poi crediamo che una volta arrivati a meta queste parti si ricongiungano, io sogno quel luogo capace di unificarmi, fosse un paese, un libro, una persona che mi ridia quell'unità perduta in partenza, sempre in partenza...
Commento più futile:
RispondiEliminaa Milano a me ogni tanto (quando ero in vena di vizi e ne avevo il tempo) piaceva andare in quei posti stampo americano tipo Arnold o California Bakery, hai presente? Forse sono un po' più raffinati di Starbucks però fanno dei beveroni shackerati al caffé pastrugnato che risvegliano anche i morti, per non parlare delle cakes stracaloriche con gelato *.*
Passa un buon week end e divertiti!
Baci
Musi
Non posso che concordare con te,cara Bianca,e per esperienza vissuta.
RispondiElimina"Cambiare aria fa bene ma non farà mai abbastanza finché non siamo a posto con noi stessi"scrivi e questa è una sacrosanta verità.Per i miei 18 anni,non volli dare alcun megaparty-glamour-fashion come si usa- a mio avviso stupidamente-dalle mie parti,ma chiesi ai miei di andare in Inghilterra,in viaggio studio.
Il motivo principale della mia richiesta,abilmente simulato da motivazioni palusibilissime e comunque vere come la lingua,la prima esperienza all'estero,e simili,fu la volontà di cambiare radicalmente aria per trovare un po' di pace dal mio dannato periodo bulimico-depressivo.
Credevo,forse ingenuamente,forse stupidamente,che un'esperienza del genere mi avrebbe rivitalizzata,rigenerata,cambiata,che lì sarei stata bene e che quel benessere, da Winchester, me lo sarei portato fino in Italia.Quanto mi sbagliavo!Anche lì,seppur con una bassa frequenza,episodi bulimici non sono mancati,e l'avvilimento,la depressione e la tristezza mi hanno accompagnato durante l'intero soggiorno inglese.
Durante lo stesso viaggio studio,tra l'altro,ho visto lo Starbucks di Winchester.Scrivo visto perchè non ci sono entrata nè ho assaggiato il "mitico coffe dello Starbucks".Ma ho bevuto il caffè inglese tradizionale,sì,a mezzanotte,prima di addromentarmi,perchè quell'acquetta marroncina conciliava il sonno.Ho assaggiato i famosi biscotti a forma di omino che sorridenti e allegri mi guardavano dalla vetrina di una pasticceria di Winchester.E dopo ho amato ancor di più il mio caffè napoletano,quello forte,quello che preso dopo le 18.00 non mi fa chiudere occhio,ho amato ancor di più i saporelli di Siena, il panettone di mamma.Ho amato ancor di più la mia Italia.Per non parlare poi della mia visita a Stonehange.Quelle pietre sono famose per le leggende che vi hanno costruito intorno e le attese escatologiche che vi hanno legato, più che per il fatto che siano un pezzo di storia....Mai viste Pompei,Ercolano,Velia?
Orgoglio patriottico:io quando sono stata in Inghilterra,ho nutrito il mio orgoglio patriottico!!
Mi sono dilungata.Scusa.
Spero che in queste ore ti stia divertendo.
Ti abbraccio.
Te l'ho scritto perché sono tra quelle che sogna di scappare, proprio perché non ho messo a posto le cose qua giù e non riesco più a restare...La tua riflessione mi tocca, dovrei prima mettere a posto le cose qui...*Ti abbraccio forte*
RispondiElimina@cooksappe: ?
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