...succede che ti fermi a parlare per ore in un pub di paese e realizzi, ti rendi conto di qualcosa della tua vita che forse hai sempre saputo ma che non hai mai voluto esplorare fino in fondo.
Lei ha perso il padre qualche anno fa, a causa del finale tragico susseguitosi a una lotta di anni contro la leucemia. Era distrutta - manco a dirlo. Ha avuto un sacco di problemi a livello fisico, tiroide malfunzionante, allergie varie ed eventuali che le sono spuntate come funghi... ecco cosa fa il corpo quando la testa e il cuore cercano di reprimere l'irreprimibile, di controllare l'incontrollabile: si ribella.
Mi raccontava di aver trovato un nutrizionista molto bravo, vegetariano per giunta, come lei e come me, uno che le ha prescritto in quattro e quattr'otto una tabella alimentare mirata ai suoi bisogni, colazione pranzo cena e spuntini per i sette giorni della settimana. Mi dice che si è trovata e si sta trovando molto bene con quel sistema e che curare il proprio modo di alimentarsi autonomamente e amorevolmente la ha aiutata moltissimo a superare non soltanto i problemi del suo corpo, ma anche la sua mente, rendendosi conto in modo fondamentale e una volta per tutte che il cervello è solo un organo fra gli altri, che non siamo solo testa ma anche e soprattutto corpo. Mi dice che quest'ultima è giunta a lei come una rivelazione divina, ma una molto terrena e concreta, e che è da tener presente sempre se si vuole davvero Vivere Bene.
Ebbene, io ho realizzato di non essere mai stata da un nutrizionista e, congiuntamente, nel momento in cui questa epifania ha avuto luogo ho realizzato che forse non ci sarebbe cosa più Buona e Giusta da fare. Questa è stata la mia rivelazione - per quanto ovvia? Io, nel controllo e nell'eccesso, nel fondamentalismo e nel lasseiz-faire, nell'equilibrio apparente e nell'angoscia del vivere, non ho mai trattato bene il mio corpo. Certo, uno non è che possa cambiare le cose da un giorno all'altro, ma la conversazione con Lei ieri sera mi ha aperto un occhio in più, mentre ascoltavo con attenzione e sentimento le parole che uscivano fluide dalle sue labbra, mentre quei suoi occhi azzurroghiaccio mi fissavano pieni di comprensione.
Prima di lanciarmi da un nutrizionista, dal suo magari, dato che me ne ha parlato così bene ed è pure vegetariano contro ogni scetticismo di genere, vorrei però farmi un esame di coscienza. Ed è proprio tutto quello che sto cercando di fare da quando sono tornata a casa dal pub ieri sera. Dunque, brainstorming:
• mangio in modo irregolare, sia a livello di quantità che di qualità;
• talvolta vomito ancora e, benché non avvenga regolarmente come in passato, mi viene comunque così naturale che mi spaventa;
• bevo troppe bibite gassate - sugar free, of course, ma fanno male lo stesso diamine;
• nel disordine delle mie 'diete', sono in grado di passare da zero carboidrati a cento in zeropuntocinque secondi;
• bevo troppo poca acqua;
• ho una disgustosa mania per le zuppe istantanee in polvere;
• bevo alcolici - non tutti i giorni, ma spesso - e non fa bene;
• ho ricominciato, seppur in modo blando, a fumare sigarette - e questo non va assolutamente bene;
• non faccio sport [...];
• trovo ogni scusa per non fare sport;
• mi ripeto ogni giorno che io sì che faccio movimento "con quei cinque piani di scale a piedi per arrivare a casa", "quei dieci minuti a piedi ad andare e dieci a tornare dalla stazione all'ufficio e viceversa";
• in connessione al vomito, ci sono periodi in cui per me il cibo non ha sapore, periodi in cui pertanto controllare o sgarrare al massimo non fa molta differenza;
• . . .
tutto ciò nonostante io sia una che è nata con dei geni salutisti - da una madre che è sempre stata attentissima a quel che si mangia - e cresciuta con gran porzioni di frutta e verdura e legumi e cereali che la maggior parte della gente per pigrizia o snobismo non si sognerebbe neanche di mangiare. Ecco.
Direi che è abbastanza. L'aiuto psicologico l'ho avuto e ne ho avuto a sufficienza, oserei dire. Quel che mi manca penso sia proprio un equilibrio prettamente alimentare, e forse sarebbe ora che io mi dessi una mossa a cambiare le cose, a nutrirmi in modo davvero sano, senza scuse, senza squilibrii, senza piangersi addosso. Non sarà facile, ma io voglio (ri)provarci - prima da sola, e poi chissà... forse mi servirà una mano da un professionista.
Oggi credo proprio che sia la giornata delle buone notizie qui in blogger.
RispondiEliminaLeggo in un blog che una ragazza decide di uscirne e di abbandonare questo spazio perché vuole vivere; le rispondo molto felice della sua decisione e sul suo post ho riflettutto moltissimo.
Leggo nel tuo blog,cara Bianca che adesso dopo aver ritrovto quest’amica,decidi di ritrovare l’equilibrio mangiando in modo sano e senza piangerti addosso.
Spero che in ciò tu volevi dire che vuoi uscirne un po’ da questo caos tremendo che ti circonda.
Lo spero,e ti dico si,prov tu da sola,con la tua mente,con il tuo corpo e poi vai da un professionistra se lo ritieni necessario; questo nutrizionista di cui parlava la tua amica dev’essere molto bravo.
Ti abbraccio tesoro,sperando che tutto vada per il meglio,in fondo è ciò che desidero per tutte voi.
Esse*
gli alcolici bruciano il cervello
RispondiEliminaCredo che quando si zoppica a causa di un DCA, una sola stampella non basti per reggersi in piedi...psicologo e nutrizionista sono fondamentali, anche se nella ricerca della prima figura non sono stata molto fortunata...nella seconda invece sì...se proprio ci dobbiamo aggrappare a degli schemi, meglio che siano quelli di una mente formata alla ricerca del benessere altrui, piuttosto che i nostri personali...
RispondiEliminaEcco perche' ti suggerisco di non spenderci troppo tempo a riprovarci da sola...
Nulla accade mai per caso, e l'incontro con questa tua amica è stato un segno che qualcuno ti ha mandato...cogli l'attimo, prima che finisca tutto nel dimenticatoio...
Un abbraccio!
Dony