giovedì 11 ottobre 2012

Terapia: si ricomincia.

ore 16:30, appuntamento con il mio relatore nonché capo per parlare del mio progetto di ricerca.
ore 17:00, dopo mezz'ora che parliamo del mio lavoro, salta fuori con La Domanda:

"so che è una domanda delicata e un po' intrusiva, ma -
sei dimagrita ultimamente?"

il crollo.

successiva ora e mezza a parlare dei miei disturbi alimentari e di come mi sento in generale
...non avevo altra scelta, ormai mi aveva intrappolata...
un'umanità da fargli un monumento, quell'uomo.

"devi capire che io non mi occupo di macchine programmate per scrivere dottorati, ma lavoro con delle persone. la tua salute fisica e mentale è quindi fondamentale per me, e deve esserlo anche per te..."

mi ha convinta a promettergli che domattina chiamo la mia dottoressa (medico di base) qui, per farmi consigliare un/a buon/a terapista.

io gli ho fatto promettere che non racconterà a nessuno dei nostri colleghi quello che ci siamo detti. suo commento:

"non sono certamente intenzionato a farlo. ma tieni presente che se vai avanti così anche altre persone si accorgeranno che c'è qualcosa che non va"

(lo sapevo, che c'era qualcosa che non andava, dannazione)

"dici che mangiando poco e niente lavori meglio, che sei più concentrata, ma se hai questa percezione è solo perché sei in una condizione di euforia, come sotto effetto di droghe. e sia io che tu dobbiamo essere sicuri che stai lavorando bene non perché sei drogata, ma perché stai bene con te stessa."

si ricominicia, quindi.

ho paura.

in questo momento sto tornando a casa con la sensazione di star camminando sulle nuvole 'grazie' alle 300 calorie scarse che ho ingerito sino ad ora, ma nella mia testa voglio che le cose cambino.

domani telefono alla dottoressa.
è una promessa, e le promesse si mantengono.


a pill to make you numb
a pill to make you dumb
a pill to make you anybody else
but all the drugs in this world
won't save her from herself....

4 commenti:

  1. le promesse si mantengono...brava!Un abbraccio.scusa ma io non ho capito un cavolo: tu lavori o fai il dottorato?cioè la città in cui vivi ora è la stessa dv fai il dottorato o_o

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    1. allora.. io sto facendo un dottorato, cioè scrivo una dissertazione ma in più ho altri incarichi tipo sorvegliare agli esami, piccoli compiti d'insegnamento, (co-)organizzare convegni, andare a convegni internazionali, organizzare alcune cose logistiche-comunicative del mio centro di ricerca, ... per questa combinazione di cose, vengo pagata con un buon contratto (per ora di quattro anni, e sto iniziando il secondo).
      l'università dove lavoro non è esattamente nella città dove abito, ma è comodamente raggiungibile in 15 minuti di treno ogni mattina :)

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  2. Bellissimo quello che ti ha detto il tuo relatore, lo quoto in pieno.
    E coraggiosa la tua scelta, anche questa la quoto in pieno.
    Lo so che hai paura. Non tanto per quello che devi fare in sè, quanto per quelle che potrebbero essere le ripercussioni. Perchè fa paura l'idea di dover lavorare per cambiare qualcosa, quando quello che c'è adesso, per quanto malato, rassicura.
    Ma mi piace tantissimo quel "si ricomincia" che hai scritto. Hai ragione, si ricomincia sempre, in un modo o nell'altro. E non si finisce mai davvero.
    Ti abbraccio stretta...

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    1. Ci riprovo, Veggie.... sono riluttante alla terapia perché l'ho già vissuta per anni e tornare da una psicologa è una cosa che sento come una sconfitta. Ma non voglio deludere le persone che tengono a me.. voglio riprovare, vediamo che succede...
      Ricambio l'abbraccio :')

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