giovedì 1 marzo 2012

Nostalgia is back

Ecco. Un weekend in patria è bastato per farmi ricadere in depressione. Tornare qui è stato (per l'ennesima volta) un trauma.
Come mi manca Milano... come vorrei viverci... non so cosa darei per aver già risparmiato quanto basta per aprire un mutuo e comprarmi un appartamento, e non so cosa darei per vedere il mio Paese risalire dalla melma in cui è precipitato.

Mia cugina, 38 anni e un figlio di 8, divorziata a causa di tradimento sgamato con una squinzia ben più giovane del marito, mi dice che vuole cambiar vita, che fare la psicologa è un lavoro duro, che non vorrebbe farlo tutta la vita. "Apriamo un locale", mi dice, "a Milano, una cosa tipo qualche piatto a pranzo che cucineresti tu con il tuo ragazzo, io mi occuperei delle serate tango, e per il resto durante il giorno lo trasformiamo in spazio caffè-relax con divanetti e libri e riviste a disposizione". "Magari un aperitivo la sera", aggiungo io.
Mi sa che finito 'sto dottorato prenderò seriamente in considerazione la cosa. Mia cugina sembrava serissima. Un'attività in famiglia, perché no... in questo mondo che ci divide e ci sparge in giro per il mondo a fare carriera perché se non sei ambizioso in questa realtà sei uno zero... Un locale in famiglia. Un sogno.

In questi giorni non riesco a pensare ad altro che a Milano.
Come mi ha riempita di energia camminare per le strade del centro, guardare le vetrine, fare shopping, andare a pranzo da sola da California Bakery. Da sola, in due: io e Milano. E le fighette, e le modelle, e le signore ingioiellate, il lusso, la gente che vive per uscire la sera, la vita per l'apparenza. Tutte cose che ho sempre schifato, ora invece... invece trovo che Milano, proprio per questo, abbia la sua atmosfera, la propria identità. Una signora elegante, Milano...

Ho perso un paio di chili. Sarà stata l'influenza delle modelle che ho visto per strada (ah, la fashion week...) a farmi rinsavire ;-) ...no, in realtà da un po' riesco a mantenere il controllo così bene, che non è più neanche un controllo, ma semplicemente il mio modo di vivere e mangiare. Mangiare sano, mangiare meno, mangiare verdura, quasi no sale e quasi no olio. Mi sento meglio, mi sento più viva. Quei due chili che ho perso e che mi riportano sotto la soglia della normalità mi fanno sentire speciale. Fiera di essere miseramente, erroneamente speciale.
Sono entrata in un negozio di Corso Vittorio Emanuele per provare dei jeans, e vi ho trovato una commessa ultracompetente che con uno sguardo è riuscita a indovinare taglia e modello giusti per me, cercando di convincermi, con fatica ma con successo, che "la 42 è sicuramente troppo grande per te, sei pazza?? sei magra, tu!" - piccole grandi gioie quotidiane.

Nessun'altra novità. Ah sì, dopo anni riuscirò finalmente a vedere un benedetto concerto di Pete Doherty (sempre se si presenterà, e se non sarà troppo fatto per riuscire a cantare come in teoria sa fare divinamente). Ho preso i biglietti, aprile, non vedo l'ora. L'ultimo poeta vivente - spero non crepi pure lui troppo presto. E il giorno dopo andrò a Londra con il mio ragazzo per qualche giorno.
In tutto questo, la mia testa è totalmente per aria. Vuota. Se si riempie, lo fa con:
- scarpe
- fashion magazines
- Pete Doherty
- cucina, nuove ricette
...in tutto questo, il lavoro non trova spazio.

Voglio cambiar vita anch'io.

1 commento:

  1. C'è sempre tempo per il lavoro, no?!... ^__-
    Tu che vuoi tornare in patria, e io che farei carte false per ptoer andare all'estero... Avevo fatto anche un concorso ma no, niente, non sono stat rpesa... vabbè... Comunque, io penso che le cose vanno viste giorno dopo giorno... Se quando avrai finito il dottorato ti sentirai di tornare a Milano e di aprire un'attività con tua cugina... bè, allora perchè no?... Se poi nel frattempo avrai trovato qualcosa che ti tira di più, allora la farai... Io credo che nella vita l'importante sia provare, provare di tutto, per non avere rimpianti, per vedere come va, per capire cosa possa esserci effettivamente di confacente a noi stesse... e scrivere la nostra storia giorno dopo giorno, per come viene... Senza stare troppo a preoccuparsi sul futuro già da adesso, sennò non si vive bene nemmeno il presente... Ogni tanto, va bene anche prendersi un po' di relax e pensare anche a scarpe e cantanti, no?!...
    Un abbraccio forte forte...

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