giovedì 18 agosto 2011

Move your ass!

Oggi decido di muovere il culo.
Di ribellarmi all'apatia.
Di ragionare con la mia testa, con la parte razionale di essa.

Ho scoperto per la duecentomilionesima volta che, se si vuole uscire dalla propria merda, è necessario un programma. Come accennato dall'indicazione numerica 'duecentomilionesima', svegliarsi è un po' la scoperta dell'acqua calda; è solo che alcune volte me ne rendo ben conto, mi alzo e cammino (metaforicamente o meno). Altre volte, invece, mi crogiolo nel mio schifo, incapace di reagire, di muovermi, di pensare in maniera coerente.
Oggi sembra essere un giorno sì. Accolgo quindi a braccia aperte la seguente perla di saggezza che scovai sul blog di Carolìn e che dice:

" sapevo che se avessi voluto una mano, l'avrei trovata solo alla fine del mio braccio "


Insomma, oggi mi sveglio, mi alzo, e vado.
Programma della giornata:

• leggere due o tre articoli su Judith Butler che mi servono per completare la scrittura della mia (forse) prima pubblicazione;

• riportare tre dvd in biblioteca, poi fare un giretto che includerà
(i) ricerca di maglie fighe, da Zara o Forever 21 - ad esempio;
(i) ricerca e acquisto di collant e/o leggings
(i) ricerca di scarpe

• fare un bel respiro e prendere la decisione di buttare in un sacco e/o dar via molti dei miei vecchi vestiti sformati a cui sono meramente legata da uno sciatto sentimento morboso, ma che non hanno nessun uso in quanto
(i) sono rovinatissimi
(i) sono scialbi
(i) recitano taglia 42 che ormai è larga da molti mesi (e meno male! e vorrei ben vedere!)

Stamattina ho iniziato bene, con qualcosa che secondo me tutte noi dovrebbero fare, ogni giorno:
una bella doccia calda, poi prendersi del tempo per scegliere dei vestiti che piacciano, ma soprattutto che ci facciano sentire bene nella nostra pelle.

Io ho optato per questo --->

una felpina acquistata da Bershka tanti anni fa, che mi piace un sacco perché la scimmia è fighissima :D
e un paio di jeans-leggings o leggings-jeans (non so bene come definirli) di H&M, anch'essi piuttosto datati.
Con questa mise parto alla conquista del mondo. Spero che la scimmia mi porti fortuna.

11 commenti:

  1. "recitano taglia 42 che ormai è larga da molti mesi (e meno male! e vorrei ben vedere!)"
    che vuol dire "e meno male!"? che c'è di male in una 42?

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  2. DI PER Sé, nulla.
    E' una roba che non andava bene a ME...

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  3. e il "vorrei ben vedere" si riferisce agli sforzi che ho fatto per mesi e mesi per perdere quei chili che PER ME erano di troppo, mangiando il più equilibrato possibile e facendo un po' di sport... dopo anni di disequilibrio... provo ogni giorno a restare sul filo come un equilibrista...
    Per questo sono contenta di aver perso 'quella' taglia.
    Di per sé una taglia non significa nulla, ma a me determina l'umore e in generale il modo in cui guardo il mondo. Penso di non essere l'unica, tra l'altro...
    Ovvio, tutto ciò suona superficiale, stupido, inutile, frivolo...? Lo So, volevo solo sfogarmi un po' stamattina, e scrivere qualcosa che PER ME è positivo. Positivo tanto quanto svegliarsi col piede giusto e indossare la felpa con la scimmia.

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  4. immaginavo che intendessi questo... anch'io quando avevo la 42 mi faceva schifo, ora pagherei per riaverla.. scusa se ti ho fatto quella domanda.. è che le frasi tra parentesi mi avevano lasciata un po' perplessa!
    So esattamente cosa vuol dire... a volte per rendersi conto della realtà bisogna semplicemente sprofondare nel baratro, come ho fatto io.. cosa che non auguro a nessuno!
    un abbraccio

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  5. No problem, Victoria :-)
    anzi scusa se mi sono subito messa sulla difensiva.... Ho proprio un carattere di m*rda!!
    a presto

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  6. ma no figurati! la mia domanda era facilmente fraintendibile.. in fondo dai commenti, essendo scritti, non si può capire il tono :)
    soffrendo anch'io di dca so cosa vuol dire avere una 40 e sentirsi grassi, perchè un paio d'anni fa è stato così.. solo oggi mi rendo conto di quanto con quella taglia fossi infelice lo stesso.. Perchè fondamentalmente ero dimagrita per il desiderio malato di mia madre.. E mi rendo anche conto anche che una 42 è un'ottima taglia, nonostante prima la schifassi ^^ bacio :*

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  7. Bella quella frase di Carolìn me la segno!
    Carinissima la scimmietta della felpa^^
    Ah, oggi stavo leggendo di Judith Butler: Critica della violenza etica, molto interessante e difficile riuscire ad articolare un discorso su moralità ed etica in un contesto di sfracellamento del senso come quello attuale, sì insomma è mezzanotte e mezza e vorrei dire cose più intelligenti, ma sono un po' fusa!! (Ma lei è ebrea vero o me lo sono sognata?)
    Comunque tu sei magrissima *-* considera la 42 una lontanissima distopia.
    Un bacio:*

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  8. Uff quanta cattiveria verso la povera 42.. ed io che ero tanto contenta! Sigh!
    ^__^ scemate a parte, condivido lo spirito del post e la positività che traspare.
    Vorrei iniziare ogni giornata come hai saputo fare tu... ti ho citata nel mio post proprio per questo.
    K.

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  9. Sarà pure la scoperta dell'acqua calda, però a volte è quel che davvero ci vuole per riaprire gli occhi e ripartire... Il fatto è che, mi sono accorta, per ottenere un qualcosa bisogna semplicemente darsi da fare e prendersela. Che si tratti di un lavoro. di un voto a scuola, di un appartamento (ogni riferimento a persone che stanno scrivendo questo commento è puramente casuale), di un metaforico risveglio, bisogna semplicemente darsi un bel po' di calci nel fondoschiena e ottenere quello che si vuole. Certo, la vita non viene mai di piano, e perciò quello che si deve fare è semplicemente mettercela tutta - per quanto a volte, il più delle volte in effetti, possa essere dannatamente difficile - e vedere dove si riesce ad arrivare... anche un piccolo passo avanti è pur sempre qualcosa...

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  10. Sì, forse i discorsi che fa sull'etica non sono particolarmente originali, (ripresi la Lévinas, di cui comunque conosco solo per via indiretta attraverso un mio prof che lo citava a ogni pié sospinto). Sulle questioni del genere ho leggiucchiato un altro suo libro ultimamente, (identità scambi di genere), ma ho preferito concentrarmi su altre autrici, tipo la Braidotti che ha uno stile molto chiaro e mi piace. Vorrei qualcuno che mi introducesse a queste cose , studiando da autodidatta tanti aspetti mi sfuggono proprio. Agamben lo conosco sì, un libro che ho amato è il suo 'Nudità' - che tra l'altro ho regalato al mio ragazzo, ma me lo voglio riprendere eheh - penso sia un uomo molto colto, forse più conosciuto all'estero che in Italia (ma che strano!)

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  11. riesco sl a scriverti 2 righe causa umore a pezzi: grazie di esserci sempre a commentarmi.ti mando 1 abbraccio forte forte

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