venerdì 4 marzo 2011

'ché qui non ho il diritto di non essere felice

Allora oggi io mi chiedo:

Cos'è la normalità?
Cos'è giusto, e cosa sbagliato?
Provo a fare un elenchino mentale di comportamenti che, secondo

cultura/paura/morale/etica/salute/volontà/il sistema/autoimposizioni religiose

e chi più ne ha più ne metta, vengono considerati 'giusti' o 'sbagliati':

Giusto è
• non fumare
• non bere troppo
• avere un lavoro
• nutrirsi in modo corretto
• fare sport
• non uccidere
• non rubare
[potrei andare avanti con i dieci comandamenti ma mi sembra un po' patetico]
• essere sani

Sbagliato è
• fumare
• bere troppo e/o fare abuso di altre droghe
• essere disoccupati
• nutrirsi scorrettamente o non nutrirsi affatto
• avere una vita sedentaria
• uccidere
• rubare
[idem come sopra]
• essere malati

Faccio presente che i termini 'sani' e 'malati' sono in corsivo perchè estremamente delicati e sottoposti ad interpretazione soggettiva.

Ebbene, quando succedono cose come QUESTA, cosa pensare?
Chi controlla i controllori?
Chi ci protegge dai protettori?
Siamo stati abituati fin da piccoli a concepire alcune cose, situazioni, persone come 'corrette' e 'scorrette', 'giuste' e 'sbagliate'.
Siamo cresciuti con i film di Walt Disney, dove è sempre all'opera una determinata morale, con i suoi precetti e le sue remore, con il personaggio 'buono' e quello 'cattivo', cioè - rispettivamente - quello che la morale la segue e quello che la trasgredisce. Questi film ruotano sempre attorno al personaggio buono, tutto viene visto, sentito, fatto con gli occhi, le orecchie, i sentimenti e le gesta del personaggio buono.
Nessuno s'è mai chiesto perché lo zio cattivo Scar de Il Re Leone faceva di tutto per cercare di uccidere finalmente Simba, 'legittimo' erede al trono reale. Che cos'è la legittimità? Chi decide cosa è legittimo o meno? Perché c'è sempre qualcuno che lo decide. Magari Scar era il prototipo dell'eroe rivoluzionario con la volontà e la missione di interrompere una società di caste, dove chi comanda lo fa per motivi di sangue - sangue reale, appunto.
Perché il fratello di Pocahontas, Kocoum, viene presentato come il meschino oppositore della relazione fra Pocahontas e John Smith e persino ucciso dall'amichetto di John? In fondo, il povero Kocoum voleva soltanto proteggere la sorella dall'invasore (sterminatore) anglofono che stava gettando le basi per la costruzione del Paese più cattivo - appunto - e imperialista della Storia.

Va bene, basta. Troppo divagare con queste digressioni sull'analisi dei cartoni animati di Walt Disney... ma tutto ciò per dire che, se potessi (perché a livello sociale e sul posto gerarchico di lavoro è molto difficile, se non impossibile), mi ribellerei a questo circo di dicotomie morali con cui siamo stati cresciuti. Tutti. Tutti noi hanno ingerito a cucchiaiate, fin dalla pappa da bebé che ci somministravano senza che potessimo opporci, queste maledette dicotomie. E così impariamo che lo Stato ci protegge e che dobbiamo chiamare la polizia se ci succede qualcosa di brutto nel cuore della notte. Impariamo anche che, per contrasto, certi comportamenti 'non-vanno-bene' - qualche esempio casualmente personale: bere, fumare, mangiare male, vomitare, non mangiare, mentire alle persone, essere asociali... Il male e il bene, il giusto e lo sbagliato, però, sono sempre e comunque distribuiti in modo egemonico, secondo relazioni di potere ben precise, secondo principi etici [solo a nominare questo binomio mi viene la nausea] che sono decisi da qualcuno per qualcun altro, diamine. Siamo prigionieri degli altri e di noi stessi, in ultima analisi anche di coloro dai quali ci aspettiamo protezione...



Quattro e mezza di mattino per la radio 
sono troppo triste e il dj non mi parlerà 
sembra avere tutto così chiaro questo scemo 
sembra sempre una sola la realtà 

che qui non ho il diritto 
di non essere felice 
di non sentirmi vivo 
nella mediocrità 
che mi propini. 

Se volessi modificherei il mio viso 
e ripartirei da zero 
ma sarebbe come arrendersi 
a quello che non sono 
e non sentirsi libero 

di non essere felice 
di non sentirmi vivo 
di non accontentarmi 
della mediocrità 
che mi propini. 

Perchè non posso dirti 
di non essere felice
non sono meno vivo 
non sono meno vivo 



[Afterhours, Milano circonvallazione esterna]

9 commenti:

  1. Anch'io sono rimasta di sasso quando ho saputo la notizia dello stupro.
    Questi sono i motivi per cui ormai c'è chi si difende da sé e chi si barrica in casa.

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  2. Mi è piaciuto molto leggere questo tuo post e mi ricorda un libro che ho letto tempo fa: Messaggio per un aquila che si crede un pollo.
    Sai cosa sbagliano con noi? Che quando siamo piccoli e piangiamo, per farci smettere ci danno un giocattolo o un biscottino, invece di capire perché stiamo male. Quando cresciamo gli altri continuano a fare così e noi lo proiettiamo sugli altri, senza chiederci mai cosa ci disturbi. E' il rapporto sentimento-materia che fa la normalità, se lo infrangi non vieni più decodificato come comprensibile e di conseguenza divieni *anormale*, ma non so nemmeno io quali siano i confini dei parametri di giudizio.
    *Però ti posso abbracciare, quello è sempre ben accetto!* ^-^

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  3. bellissimo post,purtroppo che io non abbia parole per commentarle. secondo gli altri sono vuota e sbagliata,non sana,malata; ed io mi sto abituando a definirmi così. la loro influenza mi porta a definirmi così di mio. pazienza,continuerò ad essere così.
    E comunque concordo: gli altri impongono a noi cos'è il giusto e lo sbagliato etc etc.
    e noi poveri schiavi,accettiamo o per lo meno ascoltiamo.
    ti abbraccio.

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  4. Molto foucoultiano questo post :)

    Mi è piaciuta in particolare la rilettura dei cartoni Disney che fai, non avrei mai pensato a Scar come prototipo dell'eroe rivoluzionario^^
    Da piccoli ci viene insegnato (imposto) ciò che è giusto-sbagliato, buono-cattivo, è una semplificazione della realtà necessaria a far comprendere immediatamente a dei bambini un messaggio, poi si capisce (si spera di capire)che tra il bianco e il nero c'è il grigio, sembra un pò banale, ma le sfumature esistono e hanno una loro consistenza, laddove poi la sfumatura è detta altrimenti paradosso entriamo nel campo più delicato dell'umano, perchè certi comportamenti che fanno male sono comunque così diffusi se non proprio ricercati?...?

    Chi decide cosa è legittimo o meno è l'esperienza, ma l'sperienza è fortemente indirizzata e limitata all'origine. Controllare i controllori rimanda sempre ad una politica di dominio e controllo, che dovrebbe assere sostituita a mio modesto parere con una di cura (nel senso di prendersi cura) e differenza. Una cura della differenza, ecco.

    Buon fine settimana,
    un bacio
    M.

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  5. A proposito credo potrebbe interessarti un libro: "Minfucking" come fottere la mente - di Stefano Re (Castelvecchi)

    qui un link: http://www.castelvecchieditore.com/spirale/ipermedia/estratti/mindfucking.html

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  6. Thana@:"E' il rapporto sentimento-materia che fa la normalità"

    Non l'avevo mai pensato in questi termini, figo.

    I miei sentimenti sono materiali altamente fragili.

    La normalità è una materia, un sentimento materiale?

    Mi viene in mente il libro di A.M. Homes: la sicurezza degli oggetti.

    Altrochè se siamo sicuri...

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  7. ....
    tu mi inquieti.

    xD

    io è meglio che non parli di queste cose, gli anni scorsi a scuola mi son presa dei rapporti dopo aver litigato con la professoressa riguardo ad etica-morale.
    si, avevo ancora la forza di esprimere la mia opinione e credevo in qualcosa, diciamocela.
    e poi non saprei che dire, hai già scritto tutto.
    ah giusto, w Scar D:

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  8. Grazie per la miriade di complimenti, che non sento di meritare, ma che apprezzo davvero molto...Ti lascio il link della citazione: http://dweb.repubblica.it/dweb/2007/04/14/rubriche/oroscopo/249oro544249.html Ce l'avevo salvato in una cartella in cui tenevo tutte le citazioni più belle ed era la definizione mensile dell'oroscopo dello Scorpione. La mia (ex) migliore amica è di questo segno e la descrizione la rispecchiava in tutto e per tutto e quindi me lo sono segnato, noto che mi è tornato utile per auto-analizzarmi, perché mi sono resa conto di essere anch'io come lei, di fatti nell'essere troppo simili ci siamo litigate troppo le stesse cose, fino ad arrivare alla rottura completa. Ad oggi non ci parliamo da due anni. Mi fa male, però non posso tornare da lei, il momento giusto arriverà.
    *Ti abbraccio e grazie per avermi ricordato l'origine di quella citazione, mi ha risvegliato molti ricordi*

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  9. Cos'è "normale"? Niente, nessuno lo è.
    Ognuno utilizza le proprie regole per definire la realtà circostante, e pensa che chi vede le cose diversamente dal proprio punto non sia "normale"... Perciò immagino che il concetto di "normalità" sia variabile in funzione di quale punto di vista si prende in considerazione per definire la realtà...

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