ore 17:00, dopo mezz'ora che parliamo del mio lavoro, salta fuori con La Domanda:
"so che è una domanda delicata e un po' intrusiva, ma -
sei dimagrita ultimamente?"
il crollo.
successiva ora e mezza a parlare dei miei disturbi alimentari e di come mi sento in generale
...non avevo altra scelta, ormai mi aveva intrappolata...
un'umanità da fargli un monumento, quell'uomo.
"devi capire che io non mi occupo di macchine programmate per scrivere dottorati, ma lavoro con delle persone. la tua salute fisica e mentale è quindi fondamentale per me, e deve esserlo anche per te..."
mi ha convinta a promettergli che domattina chiamo la mia dottoressa (medico di base) qui, per farmi consigliare un/a buon/a terapista.
io gli ho fatto promettere che non racconterà a nessuno dei nostri colleghi quello che ci siamo detti. suo commento:
"non sono certamente intenzionato a farlo. ma tieni presente che se vai avanti così anche altre persone si accorgeranno che c'è qualcosa che non va"
(lo sapevo, che c'era qualcosa che non andava, dannazione)
"dici che mangiando poco e niente lavori meglio, che sei più concentrata, ma se hai questa percezione è solo perché sei in una condizione di euforia, come sotto effetto di droghe. e sia io che tu dobbiamo essere sicuri che stai lavorando bene non perché sei drogata, ma perché stai bene con te stessa."
si ricominicia, quindi.
ho paura.
in questo momento sto tornando a casa con la sensazione di star camminando sulle nuvole 'grazie' alle 300 calorie scarse che ho ingerito sino ad ora, ma nella mia testa voglio che le cose cambino.
domani telefono alla dottoressa.
è una promessa, e le promesse si mantengono.
a pill to make you numb
a pill to make you dumb
a pill to make you anybody else
but all the drugs in this world
won't save her from herself....