mercoledì 21 dicembre 2011

L'eterno ritorno del Natale

Ri-benvenuto/a a chi passerà di qui. Non posso aspettarmi che qualcuno lo faccia, in effetti, dato che nell'ultimo periodo sono totalmente eclissata dal blog. Con tutto il rispetto e l'affetto per i miei lettori e per i blogger in generale, per me non frequentare il blog è un buon segno.
E' un po' come quando hai una brutta influenza e per una settimana ti trascini per casa con lo stesso pigiama in cui continui a sudare, e per una settimana non ti fai la doccia né ti lavi i capelli. Dopo un po' ti rompi i coglioni di sentirti imbruttito dalla situazione... e la prima doccia dopo giorni fa proprio strano.
Ecco, mi sa che ho proposto una metafora del cazzo, ma la sensazione è un po' così come l'ho descritta - con la differenza che non si tratta di un'influenza, né dura una settimana. Ma questa è un'altra storia.
L'altra storia è sempre la mia, la storia di una che sta cercando di smettere di lamentarsi e a quanto pare durante gli ultimi mesi ci sta riuscendo. E' anche però la storia di una, un'idiota, che talvolta senza sensi di colpa vomita una cena un po' abbondante - come fosse nulla. La storia racconta anche che il quadernino delle calorie è sempre attivato - come fosse normale - ma con la gran differenza che la soglia di sopportazione è stata alzata da 1000 a 1200. Mica sono niente, duecento calorie: segni... stelle buone che indicano che forse una speranza c'è.
Stasera devo prendere un ennesimo aereo, torno in patria per le vacanze di Natale. Quest'anno non mi sento terrorizzata dal cibo e dalla famiglia come l'anno scorso, anche se so già che mi darà fastidio vedere il panettone trasformarsi in grasso sulla mia pancia. Tra l'altro, non mi peso da mesi. Perché ho acquisito una self-confidence da paura? Oh, no: semplicemente, non voglio deprimermi. Sto facendo la prova del guardati-allo-specchio-e-lascia-decidere-ai-tuoi-occhi-se-sei-grassa-o-meno. A volte vorrei a prendermi a pugni per quanto mi vedo orrenda, ma altre volte mi sento meglio.
La cotta per il collega stronzo è nel frattempo semisvanita - e meno male, visto il personaggio amichevole ma con il sorrisetto da quello che ti salterebbe addosso nel giro di due secondi ma non lo fa perché non sarebbe cool. Eh no caro, non lo fai perché io te lo impedisco; perché io, e il mio passato lo ben sa, non ho problemi a flirtare con te fino alla fine, ma non lo faccio perché tu non ne vali la pena. Vivere vale la pena, essere amati, amare, soffrire, gioire, deprimersi, lavorare, leggere un libro sul divano la domenica quando piove, andare a trovare mia nonna, fare una torta, un viaggio... Vivere non è superficiale, nonostante la superficialità possa essere una sacrosanta cura per il mal di vivere. Ma non per l'amore, no.

Fanciulle (dato che non credo di avere lettori di sesso maschile), io non so se mi leggerete prima del 25, né so se v'importi qualcosa del Natale, ma in ogni caso io ve ne auguro uno sereno, e spero trascorrerete una buona fine dell'anno. Siamo già nel 2012 cacchio... siamo in crisi, l'umanità è di una grettezza abbacinante e allucinante, l'Europa potrebbe essere solo un mito, i cinesi ci mangeranno vivi, i dottorandi in filosofia politica finiranno probabilmente in mezzo a una strada, i poveri saranno sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Il Fondo Monetario Internazionale continuerà ad essere diretto dai francesi, e l'Italia dai bifolchi. Monti prima o poi se ne andrà, avanti un altro please, e possibilmente mafioso.
Ciononostante - anzi, proprio per questo, non sappiamo quanta esultanza resta al mondo: vediamo di farla valere, di farci valere per quanto si può.
Ode alla vita, con tutto l'affetto che ho.

*Bianca

2 commenti:

  1. Bianca, ti ringrazio per questo post... è semplicemente bellissimo. Trasmette tanto coraggio, forza, speranza... ed è inutile dire che ce n'è sempre tanto bisogno, vero?!...
    Mi fa davvero tantissimo piacere rileggerti così... così, come solo tu sai essere, così, speciale, ecco.
    Auguro anche a te di trascorrere un Natale sereno... e un 2012 bello come non mai... in barba alle previsioni Maya!
    Ti abbraccio forte forte...

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  2. Cara, è sempre un piacere leggerti, e in particolare questo post è una vera forza... Grazie perché ci sei, grazie perché in questa selva di blog tutti uguali le tue parole spiccano per sensibilità e coraggio:
    "Vivere non è superficiale, nonostante la superficialità possa essere una sacrosanta cura per il mal di vivere. Ma non per l'amore, no."
    Hai ragione, spesso per non affrontare il male di vivere ci si rifugia nella superficialità dell'esistere, e questa superficialità sono anche le calorie, il peso, i pensieri fissi sul cibo... Ognuno ha le sue vie di scappamento per non affrontare ciò che è doloroso, ma necessario per essere vivi, e per amare. Piccoli passi per amarsi o odiarsi un po' di meno, grandi passi per uscire dalla "febbre da blog", dalla febbre del mondo che si piega su sé stesso in un rovello d'ingiustizie. In questo contesto farci valere è una sfida continua, per molti versi estenuante, ma non siamo soli ed è questo l'importante. Ti abbraccio e ti auguro un anno a venire costellato di stelle buone. In cui vivere vale la pena, ne vale tutta.

    Musi xx

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